“Ma noi ci conosciamo!”. Rapida stretta mano. “Si, ci siamo visti l’anno scorso. Sempre qui al Parco nord”. A venirci incontro è Giancarlo Terruzzi, il fratello del famoso Nando, pluricampione di corse su pista e medaglia d’oro alle Olimpiadi di Londra del 1948. Venticinque le Sei Giorni conquistate, 149 quelle  disputate. Giancarlo prima con il padre, poi da solo, aveva gestito un storico negozio di biciclette nel centro di Sesto. Ai bordi del velodromo d’asfalto immerso nel verde del Parco Nord si respira  così un pizzico dell’atmosfera del Vigorelli, diciamo che siamo a un centimetro dal Paradiso.

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Ieri, domenica, si sono celebrati i dieci anni della nascita di Datecipista, l’associazione di volontari formatasi per animare il velodromo del Parco Nord: una seduta di spinning, una sfida di bici a scatto fisso, handibike e rollerblade.
Il velodromo, per chi ancora non lo conoscesse, ha forma ellittica, una lunghezza di 497 metri misurati alla linea azzurra e ha una variante che porta a un’area di riposo, con panchina, per un totale di 620 metri.
I pedalfruitori del velodromo si dividono in due categorie  che scorrono all’interno di due anelli distinti da una linea azzurra. I ciclisti esperti viaggiano nell’anello interno, gli altri in quello esterno. Il sorpasso deve avvenire solo sul lato sinistro di marcia. Le pendenze non sono da brivido, ma si impara, come in pista, a destreggiarsi tra i copertoncini degli avversari, a calcolare le distanze, a pedalare senza farsi male. Se si rispettano le regole, si pedala in assoluta sicurezza.

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Un po’ di storia
La storia del velodromo nasce con il progetto del parco Nord.
Nelle idee dell’ingegnere progettista  si doveva trattare di un semplice anello a scorrimento veloce per biciclette costruito attorno all’invaso sorto come vasca di contenimento delle piene del fiume Seveso e il ripristino del Canale Breda. Costruito l’anello, furono però molte le difficoltà per utilizzarlo. Una società ciclistica locale declinò l’invito a gestirlo.

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A rompere gli indugi e a tracciare una via ci pensò un cicloamatore, Andrea Maria Borassi, che un giorno trova il cancello del velodromo aperto, forse forzato dai vandali, e non si lascia scappare l’occasione: entra e comincia a pedalare sulla pista. Lui non lo sa, ma grazie a quel gesto per il quale ha rischiato di prendere una multa, sta per diventare il fondatore dell’associazione “DateciPista”. Da allora si apre la collaborazione con i responsabili del parco affinché quella santa elisse che tanto ricorda agli appassionati il magico “Vigo”, inizi a essere utilizzato dai cicloamatori. Fondamentale è l’apporto dei volontari dell’associazione che assicurano l’apertura dell’impianto alle quali si può accedere previa lettura e rispetto del regolamento (obbligo l’uso del casco, i minori di 14 anni entrano solo accompagnati).

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parco nord 19Il “Vigo” del Parco Nord, attrae gli appassionati che possono provarlo durante la settimana per un allenamento breve dopo il lavoro. Ma lo si può frequentare anche nei fine settimana (giorni e orari sul sito dell’associazione). Uno degli eventi di maggiore richiamo, organizzato nel velodromo è la “24 ore” non stop che si è svolta per quattro edizioni dal 2007 al 2010 e come per ogni pista che si rispetti c’è anche un record. Nel 2007 un tal Andrea, di più non sappiamo, percorse 300 giri di pista senza fermarsi, pari a circa 180 chilometri.

Il cicloamatore trovò surreali le atmosfere del velodromo, specie di notte con la pista illuminata solo dal piccolo faro della bicicletta. Queste e altre notizie le trovate nell’agile libretto scritto da Marco Bulgarelli con il quale ha ripercorso i primi dieci anni di vita dell’associazione.

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