Un folletto bianco e poi uno rosa, tra due ali di folla immense. La pace e il silenzio di un luogo della memoria sono stati violati da una festa di ciclisti e amici di ciclisti. Corvi e falchi, volpi e cerbiatti sono rimasti ben lontani, nascosti nella natura, Cima Grappa era uno stadio di gente felice non adatto a loro, oggi: il Giro d’Italia ha portato la gioia, ha cantato un inno alla vita, dove la terra ha visto tanta morte.

Nairo Quintana e Fabio Aru hanno spinto la loro bicicletta veloci come folletti, su per la salita: una magia che, nei giorni di festa solenne, il ciclismo porta nei luoghi più incredibili. Il Monte Grappa era tutto in festa, compresi le anime e i fantasmi di giovani soldati, caduti qui. Nell’Ossario di Guerra, a Cima Grappa, sono custoditi i resti di 12.615 soldati, di cui oltre 10.000 non hanno un nome. Giovani saliti qui per combattere, italiani e austriaci, quasi cento anni fa (1917) e che ora sono sepolti tutti assieme, senza distinzioni.

Peter_Pan_tomba

Due folletti hanno portato i colori della primavera, un tributo alle anime di giovani come loro: giovani come Peter Pan. Nel cimitero Austro-Ungarico, a nord dell’Ossario, c’è la tomba numero 107, nella quale è sepolto un ragazzo di 21 anni, di nome Peter Pan, soldato proveniente da un piccolo villaggio della Romanie, caduto in uno scontro armato a Col Caprile. Dal 1935, quando fu costruito il sacrario, sulla sua tomba vengono deposti ogni giorni fiori di campo e sassolini bianchi. E nessuno ha mai scoperto chi rende omaggio a Peter Pan, ogni giorno, da settant’anni.

Foto di Roberto Bettini

Foto di Roberto Bettini

CimaGrappa_MonCome una magia, come la magia di due Peter Pan della bicicletta che hanno trasformato una montagna della memoria, nell’Isola che non c’è. «Oggi ho fatto ciò che la gente voleva vedere», ha detto Nairo Quintana, padrone del Giro d’Italia, a 24 anni. E si è rivolto ai giornalisti e agli scettici, come Peter Pan di fronte agli adulti che non hanno più fantasia: «Le vostre domande, i vostri dubbi su di me, io li ho prese sul serio e ho risposto oggi. Ciò che volevo dimostrare, l’avete visto oggi, in questa giornata: qui sul monte Grappa non potevo farmi scappare questa possibilità, se voglio vincere il Giro».

Quintana ha dominato, ma al secondo posto si è piazzato il sardo Aru, in maglia bianca: «Mai avrei pensato di disputare questo Giro d’Italia a livello dei grandi». Resta bambino, Fabio, e continua a divertirti. Come Peter Pan.

 

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