Milano fin dalla fine dell’Ottocento è stata la culla della storia velocipedistica italiana. E luoghi-simbolo delle “due ruote” in città se ne contano molti: il Touring Club Ciclistico Italiano – che,  quando venne fondato, nel 1894, aveva una “C” in più, quella dell’aggettivo “ciclistico”; la “Gazzetta dello Sport”, nata due anni dopo;  il Trotter – non quello ancora oggi in via Padova, ma il circuito che sorgeva dove oggi si trova piazza della Repubblica – , dove la leggenda narra che Romolo Buni, il “piccolo diavolo nero” sfidò spingendo sui pedali Buffalo Bill; fino all’Arena Civica, traguardo di molti Giri d’Italia, fin dal primo, quello del 1909.

maspes

Tuttavia c’è un luogo che sta, più di altri, nel cuore di tutti i ciclisti milanesi e non solo: il Velodromo Vigorelli, per anni il vero il “parco divertimenti” cittadino per gli innamorati di selle, ruote e pedivelle. Sappiamo tutti le vicende del Vigo: una storia di alti e bassi, dalla costruzione nel 1935, ai danni subiti nei bombardamenti della seconda guerra mondiale, alla sua splendida rinascita nel dopoguerra, fino a diventare luogo mitico di riunioni su pista, di record dell’ora, i campionati del mondo che videro trionfare un campionissimo, milanese, della pista, come Antonio Maspes – a cui è oggi intitolato il velodromo – , ma anche di concerti musicali: uno su tutti, quello dei Beatles il 24 giugno 1965. Poi la lenta decadenza. Il sempre più raro utilizzo, a causa del progressivo abbandono della pratica ciclistica su pista. Fino al recente dibattito sul suo futuro, di notevole opera architettonica – è patrimonio messo sotto tutela dai Beni culturali – e di luogo pubblico di sport. 

Ma la memoria del “Vigo”, e l’amore dei milanesi per la “pista magica”, restano viva . Proprio come quando si riempiva di festa per l’arrivo dell’ultima tappa del Giro d’Italia, quando la corsa rosa era indissolubilmente legata a Milano, la città che l’ aveva inventata.

4_1947_Zanazzi

Martedì 27 maggio, alle ore 19, la serata “Quando il Giro arrivava al Vigo”, organizzata dall’Upcycle Milano Bike Café,  riporta almeno virtualmente la corsa rosa a Milano, rievocando gli urlanti e appassionati arrivi dell’ultima tappa del Giro d’Italia al Vigorelli. Una mostra di maglie rosa della collezione del Museo del Ghisallo, da quella di Renzo Zanazzi del 1947, a quella di Ercole Baldini del 1958, passando quella di Fiorenzo Magni del 1953;  le narrazioni di Sergio Meda, giornalista e memoria storica della Gazzetta; la presenza del Comitato Vigorelli, che si batte per la giusta valorizzazione del velodromo, riporteranno al presente il tema di come preservare e rinnovare un patrimonio di cultura sportiva fatto di luoghi e di persone. E poi filmati e immagini d’epoca che restituiscono il fascino di un luogo che è un pezzo importante di storia cittadina.

 

Upcycle Milano Bike Café
martedì 27 maggio, ore 19
Quando il Giro arrivava al Vigo
con
Gino Cervi, giornalista
Carola Gentilini, Museo del Ghisallo
Federico Meda, Giro for Ghisallo
Sergio Meda, giornalista e memoria storica della Gazzetta
Stefano Peruch, Comitato Velodromo Vigorelli

L’evento è organizzato con il supporto di X-­‐BIONIC, produttore leader nell’abbigliamento sportivo tecnico funzionale
(www.x-­‐bionic.it).

zanazzi

 

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.