Di Carlo Gugliotta

Una semplice chiacchierata con un cicloamatore può farti letteralmente aprire un mondo. Ma quando si ha esperienza da vendere, del resto, non può essere altrimenti. Angelo Di Veroli è uno dei cosiddetti “ciclisti della domenica”, appartenente alla Cicli Roma Club, un corridore che però prende sul serio la sua passione al punto da allenarsi con meticolosità. “Ho iniziato ad andare in bicicletta perché dovevo dimagrire – ci confida durante la telefonata – in un primo momento avevo iniziato a correre a piedi, ma poi per un problema al ginocchio ho provato la bici”. Angelo, 40enne di Roma, è salito sulla mountainbike e non ne è più sceso: “La passione è cresciuta sempre di più: non avevo iniziato a calcare gli sterrati a bordo della mia mtb per cercare un risultato agonistico, ma semplicemente per avere cura del mio corpo e della mia salute. Ogni giorno non è facile coniugare famiglia, lavoro, amici e sport, ma quando c’è la passione c’è tutto”.

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Angelo Di Veroli

 

La passione ha portato Angelo a compiere quelle che, fino a qualche tempo prima, potevano essere per lui delle imprese inimmaginabili: “Con il passare del tempo ho iniziato a prendere parte ad alcune gare, dopodiché mi sono spinto a partecipare a due competizioni importanti come il Sellaronda e la Dolomiti Superbike. Ma il mio più grande traguardo è stato quello di aver preso parte alla Cape Epic”, la corsa sudafricana che si corre a coppie lungo un tragitto di oltre 700 km. “E’ stato emozionante prendere parte a questa gara – spiega Angelo, con la voce ancora sensibilmente emozionata – in quanto per me è stato coronare un sogno, un po’ come se un appassionato di automobilismo avesse la possibilità di correre al fianco di Sebastian Vettel sul circuito di Montecarlo. La formula di far correre dei buoni amatori con i professionisti è molto bella, è stata un’esperienza magnifica e voglio ringraziare anche il mio compagno Edoardo Capotosti, che purtroppo negli ultimi giorni di gara non è stato bene ma adesso anche lui è pronto per nuove sfide”.

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Dalla vita di tutti i giorni fino all’Africa, il sogno è passato però anche per Israele. Chiacchierando con Angelo Di Veroli siamo riusciti a toccare tre continenti: Europa, Africa e Asia: “E’ stato facile per me adattarmi al clima africano perché vivo a Tel Aviv, quindi sono abituato alle temperature alte”.

Anche in Israele si sta scoprendo il ciclismo: RCS, la stessa organizzazione del Giro d’Italia, prepara ogni anno una Granfondo a Gerusalemme nel mese di ottobre, mentre lo scorso dicembre c’è stata la prima edizione della Granfondo Dead Sea, che si è disputata sul Mar Morto e che ha coinvolto tantissimi partecipanti. “Io gareggio sia in Italia, sia in Israele – racconta il biker – nella nostra nazione sono un amatore discreto, mentre in Israele riesco a vincere spesso nelle cross country o in altre gare simili. I bikers israeliani sono però molto forti nelle gare di endurance, come le 6 ore o le 24 ore, in quanto la loro preparazione militare (che ha coinvolto praticamente tutti) permette di sviluppare una certa attitudine a sopportare le avversità atmosferiche come l’eccessivo caldo o la pioggia. Inoltre, i loro percorsi sono davvero molto tecnici, bisogna fare attenzione estrema quando si guida la mountain bike perché ci sono tantissimi tratti sassosi e strappi ripidissimi, ma la cosa più curiosa è che là dove noi italiani scendiamo dalla bici loro riescono invece ad affrontare la difficoltà a bordo del proprio mezzo. Credo davvero che se la passione continuerà ad attecchire potremmo avere dei corridori molto forti in futuro provenienti proprio da Israele”.

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