di Gino Cervi

A Foligno niente giostra per Quintana, inteso come Nairo. Il Giro viene messo per la seconda volta ko da un diretto di Nacer Bouhanni,  lo sprinter boxeur. Bouhanni tira di boxe per tenersi in allenamento durante l’inverno. Nel dicembre scorso ha addirittura preso parte a uno stage a Nouzonville con la nazionale francese di pugilato: si è allenato con Hakim Chioui, che si preparava all’incontro per la conquista della corona nazionale dei pesi medi.

Bouhanni corre al mattino e al pomeriggio sale sul ring a fare i guanti. Fare boxe rinforza gli addominali, dice. Nessun ciclista ci fa caso, ma addominali ben allenati servono a mantenere più a lungo la posizione aerodinamica nello sprint. Nacer ha ereditato la passione per i guantoni dal padre per il quale la boxe fu però un ripiego: correva in bicicletta e un giorno gli si ruppe il telaio. Non c’erano soldi per ripararlo né tantomeno comprarlo nuovo: allora lasciò le corse e salì sul ring.

Bouhanni e l’Algeria, la boxe e gli sprint. C’è una vecchia storia che li tiene insieme. La raccontava sempre Nando Terruzzi, grande pistard, il gatto delle Seigiorni, l’uomo «che poteva pedalare perfino sui bordi di una vasca da bagno», parola di Fausto Coppi. Una storia di destini incrociati, di tragici destini, tra pedivelle e guantoni. Terruzzi raccontava di una Seigiorni di New York, inverno 1949. Lui e Rigoni, il suo partner, erano tanto attesi dalla comunità italiana che, su esplicita richiesta dell’allora sindaco Fiorello LaGuardia, anticiparono il viaggio di un giorno. Il volo Parigi-New York che avrebbero dovuto prendere l’indomani non arrivò mai a destinazione: nella notte tra il 27 e il 28 ottobre 1949 l’aereo si schiantò su una montagna dell’isola di Sao Miguel, nell’arcipelago delle Azzorre. Su quell’apparecchio viaggiava Marcel Cerdan, straordinario boxeur franco-algerino. Al Madison Square Garden lo attendeva la rivincita con Jake LaMotta, per la conquista del titolo mondiale dei pesi medi.

Si un jour la vie t’arrache à moi 
Si tu meurs que tu sois loin de moi 
Peu m’importe si tu m’aimes 
Car moi je mourrais aussi 
Nous aurons pour nous l’éternité 
Dans le bleu de toute l’immensité 
Dans le ciel plus de problèmes 
Mon amour crois-tu qu’on s’aime 
Dieu réunit ceux qui s’aiment. 

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Marcel Cerdan, pugile algerino

 

A qualche mese dalla tragedia, Edith Piaf, che di Cerdan era l’amante, gli dedicò una delle sue più celebri e struggenti canzoni, Hymne à l’amour.

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Comunque, anche oggi per Bouhanni e la sua maglia azzurra, «dans le ciel plus de problèmes».   

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