L’Amstel Gold Race è la più giovane delle classiche ed è l’unica che si corre in Olanda, banalizzando un po’ sull’aspetto tecnico si potrebbe dire che si tratta di una sorta di Giro delle Fiandre senza il pavé, non per questo però meno difficile da interpretare in quanto gli strappi secchi e duri costringono chi vuole esserne protagonista ad affrontarli nelle prime posizioni per non finire imbottigliato nel gruppo. Le Fiandre, in effetti non sono lontane: la corsa si disputa a Valkenburg che è a pochi minuti d’auto da confine con il Belgio.
La denominazione della corsa deriva dall’omonima ditta di birra, che prende a sua volta il nome dal fiume che attraversa Amsterdam le cui acque servivano per il raffreddamento della birra stessa dopo la lavorazione.
E’ tutto un discorso olandese insomma, come del resto lo è colui che da buon profeta in patria la vinse per ben cinque volte, il signor Jan Raas.

La prima vittoria all'Amstel Gold Race, nel 1977

La prima vittoria all’Amstel Gold Race, nel 1977

Cinque volte Amstel: il record di Jan Raas
Nel 1977 trionfò in volata su Knetemann e Kuiper, nel 1978 vinse per distacco e quell’anno, nei primi sei posti, si classificarono solo campioni del mondo, Kuiper (’75), Maertens (’76 e ’81), Moser (’77), Knetemann (’78), Raas (’79) e Zoetemelk (’85).
Nel 1979 s’impose con un’azione di forza, staccando i due compagni di fuga Lubberding e Nilsson. Nel 1980 in maglia iridata Jan Raas si rese protagonista di una volata imperiale beffando Duclos Lassalle, il promettente Sean Kelly  e Bernard Hinault, che vincerà poi l’edizione successiva.
Poi venne il 1982 e in quell’edizione Jan corse contro tutto e contro tutti: gli resistette solo Stephen Roche che devette però arredersi in volata….sei giorni prima l’olandese aveva disintegrato gli avversari anche  sulle pietre della Roubaix.
Ma chi era questo Raas? Oggi è un distinto signore che ha da poco passato la sessantina, è sempre sorridente, disponibile educato, ma all’epoca, ovvero quando correva, era molto diverso. Occhialuto, faccia da eterno arrabbiato: e, in effetti, si arrabbiava spesso e volentieri. Raas era cresciuto alla corte di Peter Post, indimenticato pistard e professionista olandese, dal quale imparò i trucchi del mestiere, anche i più truffaldini.

Amstel 1978, in fuga con Kuiper, Moser, Zoetemelk e Maertens

Amstel 1978, in fuga con Kuiper, Moser, Zoetemelk e Maertens

L’olandese irascibile
Aveva uno spunto veloce, eccezionali doti da finisseur e uno spiccato senso della tattica: Raas è diventato, grazie a tutto ciò, il quarto corridore plurivittorioso della storia delle “classiche monumento”. E a vincere cominciò subito, dai primi anni da professionista, tanto che dopo la Sanremo del 1977, tutti pensavano di aver trovato il Carneade di turno….si sbagliavano.
Era ed è amatissimo in Olanda ma odiatissimo in Italia, L’odio è un brutto sentimento certo, ma un po’ di fastidio nei confronti del nederlandese è compatibile a tutto tondo visti i tanti episodi di cui si rese protagonista , e siccome era pure incurante delle telecamere molti di questi sono pure documentati.Al Giro delle Fiandre dell’80 nel quale, pur di far perdere Moser, che era stato il massimo protagonista della prova, preferì che fosse Pollentier a prevalere e arrivò 3°.
L’episodio però che rivela tutta la sua spregiudicatezza si consumò a Valkemburg in occasione  campionato del Mondo da lui vinto, : in combutta con Thurau, un altro uomo di grande esperienza, Raas non si fece riguardo nello sprint a prodursi in un micidiale zig-zag che mandò a terra l’azzurro Battaglin giusto nel momento in cui stava scattando verso il traguardo. E la giuria non prese alcun provvedimento, del resto si correva in Olanda.
“Gli ha tagliato la strada, lo ammazzamo” Gridò immediatamente un tifoso ciociaro, Adriano De Zan dirà in diretta : “Questo signor Raas verrà ricordato come il campione del mondo delle spinte”. Quelle “ricevute in salita” e quelle “date nel finale”. Poi raggiunse il gruppo di Italiani e intervistò quel signore che chiamò per l’occasione  “tifoso dai bellicosi propositi”.

 

Nel 1980 vinse in maglia iridata

Nel 1980 vinse in maglia iridata

Raas e un palmarès da 145 vittorie
Con le buone o con le cattive intanto il ragazzo vinse qualcosa come 145 corse, tra cui il Campionato del mondo su strada per l’appunto ma anche due edizioni del Giro delle Fiandre, una Parigi-Roubaix, una Milano-Sanremo, le famose cinque Amstel Gold Race,due Parigi-Tours e una Gand-Wevelgem. Prese il via ad otto Tour de France, vincendo dieci tappe e vestendo per quattro volte la maglia gialla. Per la cronaca, se durante una corsa sentiva, anche tra il pubblico, qualcuno che lo offendeva, egli era capace di fermarsi e spiegare a modo suo la sua “diversità” di opinione. Se c’era Raas in gruppo, durante la gara erano tutti zitti, insomma. E c’era un motivo.

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