di Domenico Della Gatta  (foto di Stefano Casati)

A leggere le pagine di Renato Fucini, a vedere i quadri di Giovanni Fattori o, semplicemente, ad ascoltare qualche vecchia canzone popolare mentre si attraversa a grande velocità la Maremma, da Follonica a Capalbio, viene da pensare a due opposti, a due terre completamente diverse, quasi agli antipodi. In passato la malaria, la miseria, il banditismo oggi il sole, il mare, le pinete, i resort turistici, le barche a vela, le boutique alla moda di Castiglione della Pescaia. Una metamorfosi di cui si stenterebbe a credere.

Eppure, fino a un secolo fa, questa era una terra da evitare. Ai costruttori e, in seguito, ai macchinisti della ferrovia tirrenica si offriva un’indennità supplementare se avessero accettato di lavorare qui. Agli insegnanti e ai dipendenti statali si fornivano scorte di Esanofele, per combattere l’insidia della malaria. I miasmi esalati dalle paludi e il tormento degli insetti costringevano i butteri – i cowboys della Maremma –  a coprirsi con spessi e lunghi mantelli, mentre gli abitanti dei grossi centri praticavano l’estatura, cioè abbandonavano tutto ai primi caldi per rifugiarsi sulle più ventilate colline dell’entroterra. La Maremma pareva un territorio senza futuro, lasciato allo scompiglio degli elementi e a qualche economia marginale: la raccolta delle canne e dei pinoli, il carbone di legna, la pastorizia transumante, la pesca.

Poi venne la bonifica. ‘Rinascita’, ‘redenzione’ sono termini che appartengono a una certa retorica trionfalistica quando si parla di bonifica, ma in effetti l’antico territorio della Maremma senese, oggi grossetana, ebbe da essa innegabili vantaggi. La regolazione dei corsi d’acqua, il prosciugamento delle paludi, il rinforzo della linea di costa, la colonizzazione agricola hanno modificato radicalmente il paesaggio e ripopolato queste terre. Il turismo ha fatto il resto.

Una terra di vacanze con spiagge lunghe e sabbiose, con un parco naturale – quello dell’Uccellina – dove si conserva la porzione residua e autentica dell’originario paesaggio costiero, e poi i centri storici delle colline, immersi nelle boscaglie di macchia mediterranea, e le riserve naturali della pianura, ultimi residui a testimonianza dell’ambiente palustre.

Una rete ‘basic’ di piste ciclabili consente di esplorare bene quest’area costiera: facili, pianeggianti, sicure, invitanti perché collegate con le spiagge. L’itinerario più lungo corre da Grosseto alla sua ‘marina’ e da qui a Castiglione della Pescaia: una ventina di chilometri, il classico itinerario per famiglie. Per i più sportivi ci sono, lungo l’arco delle prime colline, itinerari per mountain-bike di tutto rispetto dove l’incontro ravvicinato con un protagonista della fauna locale – il cinghiale – è da mettere spesso nel conto.

_DSC1523

LA PISTA CICLABILE DA GROSSETO A CASTIGLIONE DELLA PESCAIA.

Dalla stazione Fs di Grosseto (km 0, alt. 10) si seguono (direzione Roma) via Mameli e la successiva via Sonnino. Al primo sottopasso si supera la ferrovia e si continua, verso sinistra, lungo via Tarquinia, restando paralleli alla massicciata ferroviaria. Si avvicina lo stadio comunale, accanto al quale s’imbocca via Fattori (direzione Marina di Grosseto) e si continua lungo viale della Repubblica dove, fra i parchi cittadini, prende avvio una corsia ciclabile protetta. A un tratto si piega verso destra in via Arcidosso traversando l’ultimo quartiere periferico della città per immettersi finalmente nella vera pista ciclabile.

In breve essa si pone parallela, ma separata, dalla strada provinciale per Marina di Grosseto costeggiando fossi di scolo e, più avanti, il canale di S. Rocco, in funzione dal 1840 come uno dei tre emissari degli interventi di bonifica dovuti a Leopoldo II di Lorena. Si attraversa la pianura costiera portata a risanamento nel dopoguerra. Si tratta di ampie estensioni agricole, talvolta inframmezzate da giovani piantagioni di ulivi. La pista è larga, ben battuta, ornata da un filare di alberi e, ogni tanto, transige al dovere di essere rettilinea per deviazioni necessarie a superare qualche fossato.

_DSC1718Raggiunta l’Osteria S. Rocco (km 11, alt. 5) la pista si pone più vicina alla rotabile e infine vi confluisce all’altezza dell’incrocio che, con il suo semaforo, segna l’ingresso a Marina di Grosseto. Qui si tiene a destra (direzione Castiglione) iniziando il secondo tratto del percorso. Inizialmente occorre proseguire, con cautela, sulla strada provinciale; dopo il ponte sull’Emissario S. Secondo, sul lato opposto della carreggiata, prende avvio una nuova pista ciclabile, protetta dall’ombra dei pini domestici e marittimi. Verso sinistra, molte diramazioni mandano verso la vicina spiaggia del Tirreno mentre non è raro, all’interno delle zone recintate, scorgere tranquilli branchi di daini, così come sorprendente sarà intravedere la vivacità di qualche scoiattolo nell’arrampicarsi velocissimo sui tronchi squamati dei pini.

La ciclabile costeggia la Pineta del Tombolo, una fascia boschiva estesa fra la foce dell’Ombrone e Castiglione della Pescaia, ma ridotta di dimensione rispetto al 1806, quando la descrisse il naturalista Giorgio Santi:  «Vedemmo là i laceri avanzi della bellissima pineta, che per un tratto di circa undici miglia coronava il curvo lido, e formava quasi una ghirlanda al mare». Anche oggi, comunque essa si palesa maestosa con i suoi pini, le sughere, le isole di macchia e le dune che la proteggono dai marosi. La pineta, fra l’altro, ospita una delle rarissime garzaie della costa del Mar Tirreno, mentre, nei vari ambienti, a seconda delle abitudini, nidificano la ghiandaia marina, il gruccione, il cavaliere d’Italia.

A fianco della pineta, verso l’entroterra, si apriva nel Medioevo l’immenso lago di Castiglione, di forma e dimensione variabili a seconda delle stagioni, frammisto a stagni e paludi, a ‘marazzi’ di acque salate. Terre instabili e rese abitabili dopo ingenti lavori di colmata, cioè togliendo le acque e aggiungendo terra coltiva. Operazioni per le quali erano destinati coloni coatti spesso preda delle epidemie, dove solo i pastori si arrischiavano ad arrivare per il tempo del pascolo invernale. Le bonifiche ebbero avvio sotto i Medici, prima lentamente poi, nel corso del XVIII secolo, mettendo in opera grandiosi piani di risanamento idraulico che dovettero scontare la limitatezza delle risorse e l’eccessiva ambizione dei progettisti. Nel 1859, alla vigilia dell’Unità si davano per risanati 9000 ettari di terreno con la parziale colmata del lago, ma fu la Riforma Agraria negli anni Cinquanta del secolo scorso a mettere la parola fine al paludismo.

_DSC2291Il lungo rettifilo trova conclusione al ponte sul Fiume Bruna, a pochi metri dal centro di Castiglione della Pescaia (km 22, alt. 5). Appoggiata alla collina e affacciata al mare, Castiglione fu naturalmente predisposta a essere fortificata e, ai naviganti del Medioevo, doveva incutere timore con la rocca triangolare, le undici torri, la munita cinta, le tre porte monumentali. In passato era una ‘pescaia’, già attiva sotto i Romani e poi concessa nell’anno 814 dall’imperatore Ludovico il Pio all’abbazia senese di S. Antimo. Ai Pisani nel XII sec. si deve la costruzione del castello, poi ampliato dagli Aragonesi nella seconda metà del ‘400 e da tutti coloro – spagnoli ancora, Medici, Lorena – che lo tennero successivamente. Bisogna pensarlo isolato, com’era prima dell’espansione edilizia moderna, mentre si salgono le viuzze in pietra che conducono nel suo recinto. Resta certamente un’icona del luogo il campanile della chiesa di S. Giovanni innalzato sopra una delle torri del castello. I patiti delle reliquie troveranno nella chiesa, dietro una grata, le braccia e una gamba di S.Guglielmo all’interno di una pregevole teca in lamina d’argento, datata 1668. Nel centro storico si notano anche i monumenti voluti da Cosimo I durante il periodo mediceo: il cinquecentesco Palazzo della consorte Eleonora e il palazzetto dell’ospedale.

Se le luci del pomeriggio lo permettono è bene raggiungere, seguendo l’argine del Fiume Bruna, la Casa Rossa, un caratteristico edificio, realizzato da Leonardo Ximenes, ingegnere mediceo che ebbe l’incarico dei primi consistenti lavori di bonifica. Alcuni degli impianti – chiuse, paratie – sono visibili vicino all’edificio che, posto a cavallo dei canali emissari più capienti è divenuto anche il centro visite della circostante Riserva naturale Diaccia Botrona, destinata a proteggere l’ultimo scampolo del lago di Castiglione, scampato al prosciugamento. In antico era denominato Prile e, nel suo mezzo, era l’isola Clodia, citata da Cicerone come luogo di delizie dove viveva l’affascinante Lesbia, morbosamene e invano amata da Catullo. «Viva pure – scrisse il poeta in un momento di sconforto – e goda con i suoi amanti, tenendone trecento fra le braccia, e non amandone sinceramente nessuno…». Diversi sentieri – da non percorrere in bicicletta – conducono ai punti di osservazione faunistica in un ambiente che, specie al tramonto, regala effetti scenici suggestivi. Protagoniste le migliaia di anatre selvatiche che svernano su queste piatte formazioni di acque salmastre, di giuncheti e di salicornie.

DA FARE IN PIU’

L’entroterra collinare di Castiglione della Pescaia può fare la gioia dei bikers con percorsi fuoristrada o su lunghe sterrate tagliafuoco. Uno dei circuiti più classici, di 35 km, e che può servire da prima conoscenza del territorio parte dal capoluogo e, dalla rotatoria della circonvallazione, si indirizza verso la strada secondaria che corre parallela, ma più sinuosa, rispetto alla vicina provinciale del Padule. In località Ampio la si abbandona per piegare a sinistra in direzione di Tirli. Raggiunto questo suggestivo borgo collinare, a 404 metri d’altezza, si seguono le indicazioni per Poggio Ballone. Giunti a uno spiazzo (km 19, alt 525) finisce l’asfalto e si imbocca uno stradello verso sinistra. Ora le possibilità si moltiplicano e diverse ‘cesse’ si proiettano verso la pianura, alcune filanti, altre più tecniche, come quella che aggirando la Collacchia si avvicina alla valle dell’Inferno per poi seguirla fino a confluire sulla piana, presso la strada percorsa in precedenza, a circa 6 km da Castiglione.

_DSC2359

SCHEDA

  • Itinerario lineare in bicicletta nella Maremma grossetana.
  • Punto di partenza: Stazione FS di Grosseto (servizio Treno+Bici sulla linea Pisa-Roma).
  • Punto di arrivo: Castiglione della Pescaia.
  • Distanza: 22.6 km.
  • Condizioni del percorso: in prevalenza (90%) pista ciclabile asfaltata e separata dalla viabilità ordinaria.
  • Quando andare: tutto lanno, in estate evitare le ore più calde.

Dove dormire: Castiglione della Pescaia offre una vasta gamma di esercizi ricettivi. Alcuni di questi hanno una particolare attenzione per i cicloturisti. Ne citiamo due. Il B&B Acquacotta è in località Ponti di Badia, tel. 334.8962370, www.bbcastiglionedellapescaia.com, camera doppia da 105 a 130 Euro a notte con colazione. Per famiglie o gruppi di ciclisti, per una vacanza più lunga che unisca il piacere della spiaggia alle cavalcate su due ruote, si suggerisce invece il Resort Riva del Sole, a un paio di chilometri da Castiglione lungo la strada per Punta Ala (dal 2014 propone anche offerte speciali per cicloturisti).

Dove mangiare. A Marina di Grosseto, Lo Scacciapensieri, via Ponchielli in angolo con via del Maestra, tel. 328.2870234, va per la maggiore la tagliata di tonno al sesamo ma notevoli anche le altre fantasie di pesce; fascia di prezzo da 25 a 38 Euro. A Castiglione della Pescaia, La Terra di Nello, loc. La Mattea, tel. 347.9546258, per una cucina maremmana di terra, pochi coperti, meglio prenotare,    prezzo medio oltre i 40 Euro. 

Indirizzi utili: Ufficio informazioni turistiche di Grosseto, via Fucini 43c, tel. 0564.462611 – Ufficio turistico di Castiglione della Pescaia, p.za Garibaldi, tel. 0564.933678 – Centro visite di Casa Ximenes, Riserva Diaccia Botrona, tel. 347.5345189: da giugno ad agosto tutti i giorni salvo il lunedì dalle 16 alle 22; da settembre a maggio, dal giovedì alla domenica dalle 13 alle 19 (possibilità di visite guidate in barca).

Traccia GPS del percorso scaricabile.

 

 

 

 

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.