GPR_1593

Di Guido P. Rubino (foto GR)

Da Milano si esce prendendo il naviglio della Martesana, per chi vuole farsi una bella pedalata sono 38 chilometri, fino a Trezzo sull’Adda. Da qui si raggiunge il Santuario di Concesa, si attraversa il fiume Adda sulla passerella e si prosegue a destra a trovare le case colorate

A Pleasantville ci sono due gemelli. Sono capitati lì per caso dopo una specie di magia. È un film, di quelli un po’ favolette, che poi finiscono bene e si va a dormire senza pensare che fuori è buio.
A Crespi d’Adda due ragazzini, gemelli anch’essi entrano a scuola. Forse è ancora buio quando escono di casa, c’è freddo e un po’ di nebbia, ma loro sono quelli fortunati. La scuola all’alba del ventesimo secolo non è cosa da tutti, tanto meno per quelli come loro: figli di operai ex contadini.
A Pleasantville stanno per iniziare gli anni Sessanta, è tutto perfetto e ordinato, il ragazzino gioca a pallacanestro, la sorellina si innamora del capitano della squadra.
GPR_1598A Crespi d’Adda i ragazzini sono più piccoli, L’America è di là da venire, per loro ancora non è stata scoperta.
La scuola finisce presto e poi si va a lavorare. Lui impara a leggere, lei economia domestica che il loro futuro è già scritto per filo e per segno. Ma sono fortunati, anche per questo.
Crespi d’Adda ha le case tutte gialle, sono uniformi ed ordinate e fatte costruire dalla famiglia Crespi. Il figlio del fondatore, Silvio, ha vistoGPR_1594 l’Inghilterra post rivoluzione industriale e ha voluto riprodurla nella sua azienda tessile. Case e istruzione per i suoi operai, assistenza moderna ed anche un cimitero: tutto a spese del padrone. 
E non è solo altruismo il suo. Gli operai dalle campagne al lavoro, non hanno niente con cui spostarsi, se non le loro gambe, significa partire ore prima, al buio, e tornare a casa di notte. Il giorno è da immaginare mentre si lavora in fabbrica. Avvicinare i lavoratori alla fabbrica significa un rendimento migliore.
Un paesino da non perdere e dichiarato patrimonio Unesco proprio per la sua organizzazione. Una meta da girare e curiosare, tra vialetti e giardini e poi le case dei dirigenti, c’è anche un albergo fatto costruire apposta per quando venivano gli inglesi a fare da consulenti. Un piccolo salto indietro nel tempo da farsi, perché no, in bicicletta con l’aiuto delle ciclabili sugli argini dei fiumi.

 

 

 

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