Di Gian Paolo Grossi (video GP Grossi, montaggio GR)

Facce da Paterberg, l’ultimo muro del Fiandre. Una cinghiata, fulminante e dolorosa. Il punto è il medesimo, il giro quello conclusivo: ovvero al traguardo di Oudenaarde mancano non più di una dozzina di chilometri. Il confronto tra l’edizione 2013, con lo scatto decisivo di Cancellara a scapito di Sagan e Roelandts, e quella di pochi giorni fa, che vede Van Avermaet transitare davanti a tutti, esalta in ogni caso lo sforzo supremo dei protagonisti, sfiancati da 250 chilometri di pioggia, polvere, pietre, scatti, trabocchetti e cadute. Pure il contorno è superlativo, dopo tanta attesa vissuta tra gli stand di birra e patatine fritte, a seguire la corsa dal maxischermo: incitamenti sfrenati, bandiere che sventolano (il duello è tra il leone delle Fiandre ed il rossocrociato), urla ed applausi, malgrado la tecnologia dei telefonini ne sottragga parecchi agli eroi su due ruote. Questo è il Paterberg e quest’anno come lo scorso, il rituale che si ripete è intriso di passione. Che alla fine produrrà anche lo stesso vincitore. 

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.