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Fabio Cavagnino, "l'inventore" delle Jole bicycles

Fabio Cavagnino, “l’inventore” delle Jole bicycles

Franco era un padre meraviglioso. Franco ora è una bicicletta: anzi, non una bici qualsiasi, ma LA bici. Unica. Costruita dal figlio che col ciclismo non ha mai avuto niente a che fare, fino a un paio d’anni fa. «Lavoro in centro a Milano e quando è stata istituita la zona a traffico limitato, l’area C, ho riscoperto questo mezzo antico, ma in chiave creativa», spiega Fabio Cavagnino. Vive e lavora nel mondo dell’abbigliamento di lusso, sogna biciclette uniche e le realizza: quasi per gioco. Lui ci mette l’idea e i dettagli, il resto è un lavoro di squadra: tutti fuoriclasse di alto livello. «Cosa fare per render questo modello unico? L’idea mi venne quando vidi i lavori di engraving fatti per le Harley Davidson da Eddy Malavasi, il migliore in Italia. Lo contattai e con lui partì il progetto di personalizzare tutte le parti in alluminio con questo dipo di lavorazione».

Una bici unica: «La mia non è una vera passione per il ciclismo – chiarisce Fabio Cavagnino -, ma piuttosto è voglia di creare sempre qualcosa di unico. Ogni bicicletta, per me, è qualcosa di esclusivo, mai visto prima». Dopo aver dedicato il suo marchio a sua nonna Jole, Fabio Cavagnino si è inventato il primo modello da donna, la bici “Lucilla”, che porta il nome della sua compagna. Ora, è nata Franco, un tributo a un papà che, nella sua vita, non ebbe mai a che fare con le bici. La passione a pedali è una particolarità non ereditata, ma è tutta di Fabio.

«Mio padre era un uomo con i piedi per terra, intelligente, colto, fermo nelle sue scelte, forte e buono, quindi in qualche modo tutto questo deve raffigurarsi nell’oggetto, e se ci prestate attenzione molti di questi elementi sono presenti in questa bicicletta», spiega l’ideatore.

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Non è una bici semplicemente rossa… «L’abbinamento dei colori, per me, è fondamentale: e la mia esperienza deriva dal mio lavoro, nel mondo dell’abbigliamento. L’attenzione a certi dettagli è unica proprio per questo, perché i costruttori di bici sono spesso profani nell’estetica. Il colpo d’occhio, l’immagine, per me, è fondamentale, così come l’abbinamento di particolari. Il rosso di questa bici, non è un colore qualsiasi, ma un rosso studiato, il rosso Fiorano Ferrari, qualcosa di speciale».

jole5Tutti i componenti sono ovviamente di alta gamma… «A partire dalla sella, una limited edition di Brooks, impreziosita dalle sapienti mani di Aryk che l’ha dipinta a mano. I cerchi in legno Ghisallo, il mozzo anteriore Phil, la leva freno Paulcomp, il freno anteriore Campagnolo come la corona. E persino il fanalino posteriore, anch’esso lavorato con engraving, è un oggetto esclusivo che viene da Brooklin prodotto da Blink Steady». Il tutto assemblato dalle mani esperte dei ragazzi di Ciclistica, a Milano.

Le incisioni rappresentano forza, il colore classe ed eleganza, i cerchi in legno il materiale più nobile e legato alla terra… Una semplice bicicletta? No, un oggetto unico.

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