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Una figlia e il suo papà: l’attesa lunga una vita, pedalata dopo pedalata. La bicicletta scandisce il corso dell’esistenza, ma quel ricordo indelebile rimane vivo: pedalare col papà, dentro la campagna, trasformare tutto in un gioco, in fantasia. Fino a quell’attesa, fatta di riti: pedalata, dopo pedalata.

 

Cyclemagazine vi invita a prendervi un poì di tempo per la poesia: per assaporare la dolcezza, un po’ malinconica di un capolavoro di un regista olandese, Michael Dudok De Wit. “Padre e figlia”, ovvero “Father and daughter” è il suo film più premiato. Un cortometraggio che ha ricevuto, a partire dal 2000, decine di riconoscimenti, ma che, come il vento e lo scorrere del tempo ben narrato dal suo stesso film, è finito nel dimenticatoio, visto da pochi appassionati.

L’Olanda che pedala e sogna, ricorda, cresce, invecchia è in realtà un paese senza confini e senza geografia. Una bambina e la sua bicicletta si muovono dentro la sensibilità di ognuno di noi.

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