Edenlandia-Napoli-chiude-fallimento

La volata era partita già da qualche mese,  il tutto con molta discrezione, senza proclami, ma con un obiettivo arrivare primi al traguardo. Il giudice di gara questa volta era il giudice delegato fallimentare che ha incaricato la cordata di imprenditori guidata da Mario Schiano a provare a risollevare l’Edenlandia, il parco divertimenti più antico d’Europa, in piena città di Napoli.  Chiuso da oltre un anno, 55 dipendenti a casa, strutture in malora ed un futuro a dir poco incerto. Tutto questo non ha spaventato l’imprenditore Mario Schiano che forte dell’esperienza di successo della sua azienda, che un anno fa ha festeggiato i 90 anni di attività, ha deciso di metterci tutta la sua competenza e passione nel trovare imprenditori napoletani per lanciarsi in questa sfida.

Una volta tanto dietro un’operazione di questo tipo, non si celano imprenditori dal profilo indefinito, con esperienze del tutto avulse dal tipo d’impresa economica da affrontare, anzi questa volta è veramente tutto chiaro. L’azienda Schiano produce biciclette, una delle pochissime realtà campane e si rivolge ad un mercato sia nazionale che internazionale. Qualsiasi modello, taglia e colore, lui la fa. Dalle bici da strada per la squadra di agonisti, a quella “estrema” usata dalla campionessa Juliana Burhing per girare il mondo in solitaria, passando per i tandem fino ad arrivare alle scatto fisso, la moda del momento. Senza  tralasciare il settore bimbi che dà le più grandi soddisfazioni.

Dovrebbe far riflettere seriamente, chi in questi anni da postazioni privilegiate ha ironizzato e continua a farlo sulla possibilità che a Napoli la bicicletta possa cambiare i destini di questa città. Lo diciamo da tempo mentre c’è in città, una parte, piccola numericamente, ma rumorosa quando c’è da accalorarsi su stampa e media, che continua a far finta che non esiste questo mondo. Per fortuna la controparte è una cittadinanza decisamente più avanti, consapevole , che usa la bici per il trasporto quotidiano, accompagna i figli a scuola, si diverte nel tempo libero, adotta stili di vita salutari.

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Ma c’è di più. La bici è anche occasione di sviluppo per la nostra città: nuove attività commerciali che aprono, maggiori occasioni di lavoro legate alla bici ed ora, con il salvataggio dell’Edenlandia, possiamo ben dire che i successi di questo settore vanno ad alimentarne altri.

Se oggi Schiano può impegnarsi nel rilancio del polo per il divertimento e tempo libero più importante della regione Campania è perché ha saputo produrre e vendere tante biciclette.

Assistiamo ad un fenomeno veramente significativo le esternalità positive del settore bici oltre che migliorare la mobilità, la qualità dell’aria, vanno a risollevare la struttura ludica più importante della città. Ciò si traduce in posti di lavoro, recupero dal degrado di un’area che da cinquant’anni ha fatto divertire intere generazioni e che dava a Napoli la possibilità di competere con altri parchi divertimento nazionali.

Fin ora, le tante associazioni che si occupano di promozione della mobilità sostenibile raccontavano, dati alla mano, di quanto il settore della bici fosse importante anche da un punto di vista economico. Oggi che quella ricchezza prodotta in quel settore va a sostenerne altri, beh sarà difficile non riconoscerne la sua forza e il suo possibile, indispensabile, contributo al rilancio sociale economico ed anche culturale della nostra città. Per tutti gli appassionati ciclisti c’è da sperare che ora li sorga una vera e propria cittadella della bicicletta, Napoli se la merita.

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