Edoardo Bennato cantava “Nisida è un isola e nessuno lo sa”. Devo dire che mai versi furono più adatti, per raccontare la storia del velodromo Albricci di Napoli. Italiani e napoletani, dico davvero: il velodromo a Napoli esiste. E si trova in una zona tra le più frequentate dai cittadini: area Stazione Centrale di Piazza Garibaldi. Quanti napoletani l’avranno notato? Nessuno, o quasi, tanto che sarebbero in molti a pensare a uno scherzo.

velodromo6Questo è quello che pensavo anch’io per essere onesti. E allora, mosso da curiosità e spirito esplorativo, mi muovo dalla zona occidentale di Napoli, attraverso tutta la città in bici e arrivo a pochi passi dalla mia meta. Più mi avvicino, più il mistero si infittisce. Questa zona di Napoli è un vortice di persone, auto, case, mercati, palazzi. Farsi largo in questo groviglio di lamiere è un impresa e non verrebbe lontanamente da pensare che lì ci sia un tempio della bici.

A svelarmi questo mistero ci pensa il Generale di Divisione Landriani:  è lui che mi riceve e mi apre le porte del mitico velodromo, che quasi nessuno sa che esiste.  Subito dopo avermi raccontato quello che l’Esercito (proprietario dello Stadio Albricci) ha fatto negli ultimi anni, per rilanciare quest’impianto sportivo, mi fa affacciare dal suo ufficio ed eccola, la pista! Con le sue curve paraboliche e un fascino alimentato da una storia davvero lunga decenni. C’è anche una bella tribuna che sarà rimessa a nuovo tra poco, campi da tennis, piscina e tra un po’ una bella palestra per la boxe. Intorno dei bei pini. Da qui si scorge anche il Vesuvio incastonato tra due delle torri più alte del centro direzionale.

velodromo1Quest’oasi di verde e sport è stata rilanciata negli ultimi anni grazie a un inteso lavoro dell’Esercito Italiano in collaborazione con il CONI e le Federazioni sportive coinvolte. L’Albricci è diventato in pochi anni un punto di riferimento per tanti giovani del territorio. Obiettivo è quello di recuperarlo completamente a partire dal velodromo e farlo ritornare agli splendori di un tempo. Me la potrei cavare ora ricordando che qui Coppi nel 1956 vinse il giro della Campania, ma c’è dell’altro. Mi rimetto in sella ed a poche centinaia di metri, vado a salutate i fratelli Milano che gestiscono l’omonimo negozio di bici. Appena pronuncio la parolina magica, subito lo stato di entrambi cambia, gli occhi vanno in su e partono i ricordi accompagnati da centinaia di foto dell’epoca. Il loro nonno ne ha fatte tantissime di gare su quell’anello.

velodromo7Un luogo d’aggregazione importantissimo

Il Velodromo era un luogo d’aggregazione, la Federciclismo era lì a qualche centinaio di metri, l’intera area era il cuore degli appassionati di bici napoletani e campani.  E ora, che si fa? Ci rassegnamo ai soli ricordi? Oggi c’è una passione  rinverdita per la bici, si pedala molto e si vede.

Recuperare il velodromo sarebbe importante, perché un impianto per fare sport (in questo caso ciclismo) è sempre una risorsa importante: sociale, prima ancora che sportiva. Un velodromo a Napoli, sì, perché no? Sarebbe un formidabile attrattore per tanti giovani che vogliono appassionarsi al ciclismo e per gli operatori del settore. Mentre in altre realtà italiane i velodromi, soccombono allo strapotere del calcio che monopolizza gli stadi, qui a Napoli ci sarebbe l’opportunità invece di condividere quest’impianto con discipline sportive amiche e con tanti appassionati che non vedono l’ora che ritornino a sfrecciare tante bici sulla pista partenopea. Allora vediamo chi si fa avanti: istituzioni, Federciclismo, forze imprenditoriali serie, qui c’è un’opportunità per voi. Che fate? Intanto la volata è partita.

Per le foto d’epoca si ringrazia Milano Cicli per la gentile concessione.

Una risposta

  1. rosa

    Bellissimo sapere questa cosa ma possono usarlo tutti? È aperto? A napoli non uso la bici per.ovvi motivi, buche, traffico,mancanza di piste ciclabili…se fosse vero potrei allenarmi lì

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