barbara degani Di Lorenzo Franzetti

Viste dal dodicesimo piano, le biciclette di Padova sono puntini in movimento. Puntini che intravvedi, ma ci sono. Barbara Degani, quelle biciclette le considera una parte importante del suo bagaglio: destinazione, Roma, ministero dell’Ambiente, a lavorare con il ministro Gianluca Galletti e l’altro sottosegretario, Silvia Velo. Dalla provincia di Padova al governo, da mamma presidente, a mamma sottosegretario: in ogni caso, ciclista. «A Padova, la bici è l’anima della vita quotidiana: quando si dice che fa parte della nostra cultura, vuol dire proprio questo».

Barbara Degani all'inaugurazione della ciclabile da Treviso a Ostiglia

Barbara Degani all’inaugurazione della ciclabile da Treviso a Ostiglia

L’ultima domenica d’inverno l’ha trascorsa con la sua famiglia, in bicicletta: «Sono andata a vedermi la ciclabile del Brenta, l’ultima nata». Una pista ancora da inaugurare, che segue di pochi mesi il completamento della ciclabile da Treviso a Ostiglia, ma che porta a oltre 439 chilometri, i percorsi realizzati nella provincia di Padova in cinque anni: con un investimento di  poco più di 21 milioni di euro. «Dal 2009 a oggi, abbiamo costruito una rete: prima le piste ciclabili erano una miriade di pezzetti realizzati da singoli comuni. Ora, ho lavorato sulle dorsali e con la mia amministrazione abbiamo messo in atto un progetto finalmente omogeneo e coordinato. Di questi tempi, soprattutto,  anche queste opere sono costose, considerando i bilanci delle amministrazioni locali: sfruttando bene i finanziamenti europei si riesce a fare molto». Fare le cose non è impossibile, con o senza patto di stabilità: le soluzioni, se si cercano, si trovano.

A Roma, Barbara Degani comincia una nuova avventura, come sottosegretario del governo Renzi: «Porterò al governo, la mia esperienza, che credo possa essere preziosa». Entra al governo tra i rappresentanti del Nuovo Centrodestra, ma con la voglia di occuparsi di temi e progetti che, storicamente, erano considerati un’esclusiva dei partiti di sinistra: l’ambientalismo, la valorizzazione del territorio, la bicicletta. «Anche in provincia, inizialmente qualche associazione era un po’ diffidenza. Sembrava strano che fosse una donne e per di più di un’estrazione politica differente dai movimenti ambientalisti di sinistra, a occuparsi di certe cose. Ci sono temi che non hanno colore politico: la bicicletta è una grande opportunità per il nostro Paese. Io, in particolare, credo moltissimo nelle sue potenzialità in chiave turistica e non solo».

 

La bicicletta: una grande opportunità

Una stretta di mano al Presidente della Repubblica, Napolitano

Una stretta di mano al Presidente della Repubblica, Napolitano

Opportunità: è una parola che ricorre spesso nei discorsi di Barbara Degana, a proposito della bicicletta…  «Valorizzare un territorio. Questo deve essere il traguardo: e la bicicletta offre grandi possibilità». Ecologia, economia, salute dei cittadini: il guadagno, in termini di qualità della vità, è ampio. E pedalando si mette in moto una rete… «Per questo, programmando uno sviluppo in chiave ciclabile, occorre ragionare in . Per questo, sempre nell’ambito del ministero dell’Ambiente, ho chiesto anche le deleghe per l’educazione ambientale e per la biodiversità». Valorizzare un territorio, significa anche creare un’opportunità economica: «La diffidenza c’è e c’è stata, anche in questo ambito, come in tutte le cose nuove e che proponi per la prima volta. Poi, però, anche gli scettici si sono convinti: penso, persino, ai contadini che inizialmente non vedevano di buon occhio il passaggio di una pista ciclabile accanto o sui loro terreni. Ora, invece, si stanno accorgendo che questo porta la gente a contatto con le loro realtà, con i prodotti locali. Insomma, il cicloturismo ha dei riflessi positivi anche sull’agricoltura locale. E poi c’è un indotto di strutture che, grazie a una rete di piste ciclabili, si viene creare: l’importante è fare i progetti con standard che siano internazionali. Ovvero in grado rispondere a tutte le esigenze: il fondo stradale deve facilitare in tutto e per tutto, ci vogliono dei veri e propri caselli con servizi igienici, aree sosta, bicigrill… ».

 

Il problema vero non è fare le piste, ma la loro manutenzione

Grandi progetti, sulla carta, ce ne sono un po’ in tutta Italia: «Ma il problema vero non è fare le cose, quanto garantirne la manutenzione nel tempo. In questo senso si può ragionare su un ente o un soggetto che, in qualche misura, garantisca la gestione e la manutenzione della rete: forse in ambito regionale, ma comunque al di sopra dei singoli comuni». Idee importanti, come il progetto VenTo (il percorso ciclabile lungo il Po) comportano questo tipo di problemi, da risolvere: competenze e responsabilità sulla manutenzione. degani2

Le green economy si muove a pedali, ma la bici obbliga la politica a guardare oltre: la bicicletta è un elemento chiave nella rete dei trasporti urbani. Relegarla a oggetto per il tempo libero, significa sminuirne le potenzialità «Spesso ci si dimentica che le nostre città, in gran parte d’Italia, non sono state pensate per le automobili: i nostri centri storici, frutto di un’evoluzione spesso millenaria, conservano impronte urbanistiche antiche. Le biciclette sono indubbiamente più adatte, per la mobilità. Occorrono scelte di buon senso, però, che facilitino la convivenza tra i soggetti più forti e più deboli della strada. Il nuovo Codice della strada guarda in questa direzione. Buon senso ed educazione, però, dipendono anche dalla cultura delle persone: la tutela delle bici, nei confronti delle auto, comincia da lì. Così come, allo stesso modo, bisogna tutelare i pedoni dalle cattive abitudini dei ciclisti. Buon senso, significa anche programmazione: perché non basta dipingere delle strisce sulle strade per fare le piste ciclabili».

 

La bici parte da una cultura

Padova e la sua provincia sono una realtà “privilegiate”. La biciclette sono da sempre un elemento della vita quotidiana dei cittadini. Da sottosegretario, Barbara Degani, si troverà di fronte anche a realtà più arretrate: «In certe aree del paese, forse, si è persa una cultura che prima c’era. Però, recuperarla è importante: penso, per esempio, a Napoli. Quello è un contesto difficile, complesso: però, le scelte di chiudere il lungomare e di costruire una pista ciclabile sono state importantissime per mostrare ai cittadini un’alternativa valida». https://www.youtube.com/watch?v=lXM_5o3a4EQ

Le alternative valide sono molte: «Vedo di buon occhio, sia le bici pubbliche, ovvero il bike sharing, sia il favorire la diffusione delle biciclette a pedalata assistita che consentono l’uso di questo mezzo anche ai meno allenati e agli anziani».

Tutto parte, però, da una cultura. Cultura che, spesso, manca agli stessi amministratori o ai tecnici che lavorano nelle istituzioni: «Cosa vuol dire costruire una pista ciclabile e quali esigenze bisogna considerare per costruirla: questo, spesso, non è chiaro a chi amministra. Ci sono delle buone pratiche che andrebbero imparate, buone pratiche comuni a tutte le realtà. Per una valorizzazione del territorio. L’Europa si sta muovendo in questo senso, anche noi dovremo adeguarci». Barbara Degani parte per Roma: la bicicletta è ancora a Padova, ma presto la seguirà.

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