Coscina

La prima miss al Giro, una giovanissima Silvia Koscina

Miss, mia cara miss… Di ciclisti belli e rubacuori ce ne sono stati tanti: si racconta che già negli anni Trenta, Raffaele Di Paco prima di sposare la ricca ereditiera parigina sembra facesse strage di fanciulle. Anche il grande Gepin Olmo vantava un successo strepitoso con le donne tanto da non  passare inosservato alla stampa dell’epoca, per non parlare poi del Cit Defilippis che per con la cronaca rosa dava il meglio di se alle varie sei giorni. Donne e campioni: potremmo continuare all’infinito, dal più noto tombeur de femmes del ciclismo, Jacques Anquetil, passando per Romeo Venturelli, per poi citare Marino Basso senza trascurare quel matto di Johan Van Der Velde, che stregavano le miss del dopocorsa.

Incontro "galeotto" al Mondiale 1953, tra Fausto Coppi e Giulia Occhini

Incontro “galeotto” al Mondiale 1953, tra Fausto Coppi e Giulia Occhini

La storia d’amore più discussa del ciclismo, indubbiamente fu quella che riguardò Fausto Coppi: agosto 1953 ,a Lugano Coppi trionfò nel Campionato del mondo, staccando tutti sull’ultima salita della Crespera. All’arrivo, una volta sopra il palco, da un angolo, sbucò una signora con un vestito bianco, leggero e vaporoso e un gran mazzo di fiori in mano. Quella signora, presa dall’entusiasmo sportivo, aveva abbracciato il campione sporco e sudaticcio e aveva stampato un paio di baci sulla bocca di Fausto. E da lì iniziò, la storia con Giulia Occhini, anche se l’intrigo amoroso con la “dama bianca” era iniziato già prima.

miss irgeLa prima miss ufficiale al Giro d’Italia, comparve alla premiazione della quinta tappa dell’edizione del 1954: la pioniera fu un’avvenente  ragazza, atleta schermitrice della squadra della Partenope che, partecipando a un concorso di bellezza, fu eletta “Rosa del Giro” ed ebbe l’onore di incoronare il vincitore di tappa che, quel giorno, fu Rik Van Steenbergen:  la ragazza rispondeva al nome di Silva Koscina. L’anno successivo, quella miss cominciò a far carriera, esordendo a fianco del grande Totò nel film “Siamo uomini o caporali”.

1212161798GROPPO Marco - 1Le miss non passano mai inosservate né al pubblico del ciclismo, né tanto meno ai corridori: al Giro d’Italia del 1983 Marco Groppo rimase folgorato da tanto splendore, L’anno precedente il corridore varesino conquistò la maglia bianca di miglior giovane, battendo a San Martino di Castrozza gente del calibro di Hinault, Moser e pure il suo capitano Van Impe. Nella classifica del miglior giovane, quell’anno, precedette addirittura Laurent Fignon. Groppo rimase talmente folgorato dalla bellezza di una delle miss che abbandonò la corsa e fuggì con lei: la signorina, del resto era “Miss Irge pigiama”. E, come si diceva, “lo mette chi si ama”.

Venne la volta pure di Gianni Bugno che si trovò protagonista, al Giro del 1994, di vicende da cronaca rosa.

Alla tappa di Fiuggi avrebbe fatto salire in ammiraglia la bella Angela Maria, che faceva parte dell’organizzazione del Giro, lasciando a piedi un compagno di squadra: sui giornali, l’indomani i cronisti scrissero che ci passò pure la notte con questa ragazza, una signorina che in carovana aveva il compito di coordinare la presenza degli sponsor. Lei, una laurea in lingue, un titolo di lady Italia e un passato da fotomodella, era bellissima, scaltra, intelligente con un sorriso seducente. E non soltanto il sorriso.

Il giorno seguente, i giornalisti chiesero a Moser cosa ne pensasse delle voci a riguardo. Francesco dubitò: « Ma quale miss galeotta? Non ci credo neanche se lo vedo».

Gianluigi Stanga che tra l’altro era il direttore sportivo e conducente della famosa ammiraglia, disse: «Bugno non ha passato la notte con la ragazza, solo un paio d’ore e chedendoci il permesso».

Bugno stesso in un’intervista in diretta con Raimondo Vianello disse: «Non sanno più cosa inventarsi, io penso solo a correre».

Bugno L'UnitàFatto sta che i due piccioncini poi si fidanzarono e vissero pure felici per un po’ di anni: quell’anno, Bugno si laureò campione italiano, vinse una Coppa Agostoni, alcune tappe della Vuelta, un giro del Trentino, altre tappe al Giro d’Italia. E veniva considerato a fine carriera.

Ci fermiamo a Bugno, ma la storia del ciclismo è strapiena di storie d’amore: e negli anni che seguirono, pensando a Cipollini e a molti altri rubacuori, questi flirt si moltiplicarono. Se ne potrebbe fare un’enciclopedia.

 

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.