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Di Lorenzo Franzetti

Tweebruggestraat, nel centro di Gand, un po’ spostato a est, non lontano dal quartiere di Daamsport. Non è la Carnaby street londinese, ma rappresenta qualcosa: anzi, manifesta idee. Idee ciclabili, alla maniera dei graffitari. La cycling culture, nelle Fiandre, si esprime in molti modi: c’è la cultura, quasi sacra, del pavé e della storia del ciclismo, della Ronde e del sentimento nazionale. E poi c’è anche la cycling culture più ribelle, più giovane, alimentata da ragazzi e ragazze fuori dagli schemi. A Tweebruggestraat non ci sono ciclopunk, ma una forma d’arte: un lungo affresco, opera a più mani e più teste. Idee e fantasie: dissacranti, ironiche, surreali.

Il ciclismo dei graffitari di Gand è un mondo che colora il grigio di pareti dimenticate dal buon gusto e, perciò, messe a disposizione dall’amministrazione cittadina. Per caso, all’angolo della strada c’è anche un negozio di biciclette. Vende pieghevoli e reclinate, espressioni ciclistiche lontane anni luce da quelle affrescate dai ciclograffitari. “No, non è una mia trovata per farmi pubblicità, è il comune che mette a disposizione dei ragazzi spazi per esprimere la loro fantasia: e, ogni due anni, propone anche un tema. Qui, a Tweebruggestraat è stata proposta la bicicletta”. E il risultato è unico, tutto da ammirare: per chi è di passaggio da Gand, oltre a perdersi nelle cioccolaterie e nei negozi di tessuti, dopo aver ammirato “L’agnello mistico” di Ven Eyck, vada a esplorare e a scoprire questa Gand insolita, ma ancora una volta legata alla bicicletta.

 

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