(foto Bettini)

La Sanremo di domenica è un flop: non è un’opinione, è una certezza. Lo confermano le poche persone con camper e torpedoni che hanno animato le strade e i luoghi simbolo della classicissima. Sul Poggio è tempo di magri affari: «Quando la Sanremo era di sabato, la gente quassù veniva a migliaia. C’erano camper e compagnie ovunque». Lo dicono, in coro, ristoratori e piccoli commercianti della frazione sanremese. Il motivo? Il grande pubblico del ciclismo, quello dei camperisti e dei club dei tifosi è fatto soprattutto di toscani, veneti, lombardi, romagnoli. Gente che di sabato può permettersi di prendersela comoda, di far tardi sulle strade liguri, di trascorrere anche un week end (con la domenica a seguire) a pane e bicicletta. La Sanremo di domenica, invece, mortifica i tifosi, quasi tutti, che l’indomani va a lavorare. Ci si è dimenticati che seguire il ciclismo è impegnativo anche per i tifosi. Ma le logiche del World tour, di cui la Sanremo fa parte, tengono in considerazione soprattutto del business televisivo: se, però, si esagera nel asservire le esigenze delle piccolo schermo (e dell’Uci), le strade rischiano di svuotarsi. E con le strade vuote, il ciclismo ha tutt’altro sapore. Anche per un territorio che, magari, aspetta da un anno l’evento.

Foto Bettini

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Certo, da un paio d’anni, la Classicissima, che un tempo chiamavano La primavera, è diventata una corsa fiamminga: le bizze del meteo, purtroppo, non dipendono da nessuno. Però, spostare la Sanremo di domenica, ha avuto effetti negativi sulla piccola economia del territorio. Ma anche dal punto di vista mediatico, questo spostamento non è stato una genialata: i quotidiani del lunedì sono già pieni zeppi di calcio, motori e altri eventi. Per una Sanremo vinta da uno sconosciuto c’è inevitabilmente meno spazio del solito.

Sì, la Sanremo 2014 l’ha vinta uno sconosciuto al grande pubblico: il norvegese Kristoff, ottimo corridore, ha sorpreso tutti. Avversari, tifosi e bookmakers. Non è raro, tuttavia: alla Sanremo, a volte, hanno vinto anche carneadi. Questo, tuttavia, fa deprimere gli organizzatori. Che da anni pensano e ripensano a modifiche del percorso. Mauro Vegni, direttore di organizzazione della classicissima, ha già più volte espresso la sua idea: per evitare vittorie di sconosciuti, vuole stravolgere la Sanremo. Vuole mettere una salita in più: quest’anno la Classicissima era stata disegnata con altre caratteristiche. Con l’inedita salita della Pompeiana si pensava di risolvere il problema. Tuttavia, il malandato territorio ligure, sempre a rischio frane, ha riportato la corsa sul vecchio percorso (la variante di percorso con la Pompeiana è stata annullata a causa di rischi frane).

Senza Pompeiana è stata una Sanremo così brutta? Nonostante sia stata povera di assoli e attacchi, la classicissima in versione classica piace comunque. Perché stravolgere le caratteristiche e la magìa di una classica che da sempre ha un suo percorso e le sue strategie:? La Sanremo è un traguardo inseguito dai velocisti e dagli uomini di fondo (si consideri i 290 km), è una battaglia di nervi, di energie da gestie, di strategie.

Ridateci la Sanremo di sabato e il traguardo in via Roma: la tradizione, spesso, si lega all’emozione. Se le grandi classiche smettono di emozionare, muoiono. E non è questione di una salita in più.

 

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