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L’anno si è chiuso con l’ultimo posto per Napoli e la sua provincia nella classifica più attesa e temuta dai sindaci italiani: quella sulla qualità della vita delle nostre città. Napoli si classifica al 107 esimo posto su 107. E a inchiodare sul fondo la nostra città, non è il solito problema della criminalità, anzi pensate che gli ultimi due posti in questa graduatoria spettano a Torino e Pescara. Certamente l’emergenza occupazionale (in particolar modo per le giovani generazioni) è causa di questo scivolamento, ma c’è dell’altro.

Tra i maggiori indiziati infatti troviamo mobilità e trasporti. Il 2013 è stato per la Campania l’anno horribilis, tra disservizi e tagli, i cittadini hanno sofferto non poco per muoversi in città e provincia. Tutto ciò ha esasperato la ben nota equazione della diminuzione del trasposto pubblico, con consequenziale aumento di quello privato aggravato dal maggiore traffico veicolare e dall’aumento dei livelli d’inquinamento dell’aria. Le soluzioni adottate a dir il vero sono state molto approssimative, si è tornati alle targhe alterne, ai blocchi della circolazione estemporanei, ma i livelli di PM10 continuano a restare alti, nonostante si aprano nuove fermate della metropolitana, tra cui l’importante hub di Piazza Garibaldi.

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Dopo le iniziali scelte lungimiranti è mancato nell’ultimo periodo un po’ di coraggio necessario per limitare il trasporto privato e favorire quello collettivo, nuove e belle stazioni inspiegabilmente chiuse (le quattro stazioni della linea 6 su tutte) ed orari di funzionamento ancora troppo ridotti, sopratutto nella fascia serale. Tutte scelte che non rappresentano un’alternativa credibile a chi vorrebbe viversi la città a piedi.

A suggello di ciò detto il recente rapporto Euromobility, speciale classifica per valutare la mobilità sostenibile delle città italiane registra la perdita di 11 posizioni per Napoli. Si è rimasti un  po’ al palo dal punto di vista dell’innovazione. Questo studio non vuole dare nessun giudizio politico visto che sono tematiche che non possono essere risolte nel giro di poche settimane, ma i passi in avanti fatti nell’anno precedente, tali da far conquistare alla città partenopea il primato tra quelle del Sud è stato sperperato. Lo sottolinea anche Riccardo Canesi, presidente Euromobility: “le amministrazioni dimostrano ancora di non aver compreso appieno quanto faccia bene alla salute delle città e a quella dei cittadini la mobilità attiva, l’uso cioè dei propri piedi e della bicicletta per gli spostamenti quotidiani.

Eppure i segnali positivi da seguire ci sarebbero e se ne accorgono anche da lontano. A pochi giorni dal severo responso del Sole24Ore ecco che arriva un segnale diametralmente opposto, dalle colonne del New York Times, l’inviata Rachel Donadio titola “Sedotta da Napoli, un caos magnifico che ti conquista”.

Forse a qualcuno possono sembrare contraddittori questi segnali ma a guardarli bene sono due facce della stessa medaglia.

In uno vi è la fotografia dell’esistente, nell’altro la soluzione da cui ripartire. “Più sobria di Firenze e meno altezzosa di Roma, certamente uno dei luoghi più romantici del mondo”. Parole del genere dette in un conteso internazionale sono formidabili per creare una positiva aspettativa sopratutto in termini turistici. Questi segnali negli ultimi anni sono stati sviluppati con idee imprenditoriali innovative che hanno messo al centro la valorizzazione delle bellezze delle nostre terre, con tour nel golfo in Kayak, al cicloturismo, ai bike tour volti a scovare la ricchezza del patrimonio culturale e paesaggistico cittadino, alle proposte di tour enogastronomici, e tanto altro. Insomma un’offerta vasta che ha enormi potenzialità di crescita e che può allo stesso tempo promuovere lavoro e tutela dell’ambiente ma che ha bisogno di una città che sappia osare e cambiare.

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