Foto da Girohandbike.it

Foto da Girohandbike.it

Federico Villa e la malattia: ci convive e la batte ogni giorno. Con un movimento circolare e continuo… cycle, cycling. Movimento circolare, continuo, che ti fa muovere per il mondo, ti fa fare tanta strada. I medici hanno una certezza: atassia, è questa patologia che Federico si porta e porterà dietro. Atassia, in greco vuol dire mancanza di ordine. Sintomo principale: movimento fatto in maniera scoordinata. La malattia dice questo, la vita quotidiana dice un’altra cosa: in handbike si pedala con le mani, in maniera coordinata, precisa, costante. Manca l’equilibrio? Federico lo ritrova dentro di sé: sulla strada, con le sue ruote, ma soprattutto con la sua testa.

Si aggrappa alla vita e se la tiene stretta: con l’handbike si può fare molta strada. Dall’Italia a New York, per esempio, ma non è la meta che fa grande il viaggio: sono la motivazione, la forza, l’energia. Insomma più che il dove, contano il come e il perché. Federico Villa ha tanti perché, le risposte le trova a modo suo: la diversità è il problema, ma se hai la forza e capacità di trovare sempre la soluzione, allora non è la cosa più importante.

Voleva fare la maratona di New York, si era preparato, poi la vita di ogni giorno ha preso un’altra direzione. E la maratona non l’ha corsa, perché è stata annullata. Un film è stato realizzato ugualmente, molto bello e in grado di trasmettere emozioni.

Federico Villa spiega la sua vita quotidiana con queste parole: «Non ha importanza quante volte cadi, ma quante volte avrai la forza di rialzarti».

La meta doveva essere New York, ma non è questo che è determinante: il come e il perché, della sua impresa o viaggio, rimangono intatti. Federico Villa non smette di correre. E tutti noi, abbiamo molto da imparare.

Il suo film è stato realizzato da GianMaria Spavento e Federico Villa, in collaborazione con Aisa onlus. Buona visione.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.