Adri Van der Poel (a sinistra) prepara il circuito del Mondiale di ciclocross (foto Rabosport.nl)

Adri Van der Poel (a sinistra) prepara il circuito del Mondiale di ciclocross (foto Rabosport.nl)

La volata più bella, al Giro delle Fiandre 1986: Adri Van der Poel schiantò Sean Kelly, quando l’irlandese già assaporava la vittoria. L’impresa più avvincente, ma dolorosa per noi italiani: dieci anni dopo, a Montreuil, in Francia, seminò Pontoni e Bramati al Mondiale di Ciclocross, che alla vigilia partivano come favoriti.

L’Olanda si concentra sul ciclocross, per un fine settimana. Si preparano le gare iridate a Hoogereide: a organizzare lo show è Adri Van der Poel, olandese: una dinastia è partita da lui, incrociando la strada di Raymond Poulidor, suo suocero e continuando con i figli Mathieu e David, due ottimi atleti. Adri fu un grande, ma il più promettente in famiglia sembra Mathieu, che ha già vinto due titoli iridati nel ciclocross e uno su strada negli Under 23, lo scorso anno, a Firenze.

Adri, il saggio, prepara il circuito a Hoogereide: lo studia, osserva e s’immagina ogni curva. Con il pensiero, inevitabilmente al suo ragazzo, che su quel circuito infiammerà il suo cuore e quello di migliaia di tifosi. Ogni curva è pensata per esaltare il suo piccolo eroe: legittimo e comprensibile, giocando in casa.

Hoogereide, piccola cittadina nella valle del Brabante, è sopravvissuta a un destino complicato, durante la guerra: essendo la sede di industrie aeronautiche, era un luogo strategico e, di conseguenza, obiettivo delle bombe. Oggi è terra di cacciatori di anatre, contadini e crossisti: per un percorso spettacolare che, in inverno, è quasi sempre ghiacciato e veloce. Poco fango, ma non è detto che non ci sarà.

Visto dagli olandesi e dai fiamminghi, il Mondiale di Ciclocross è un’ora di brividi, lo sfogo di una tensione durata mesi: su un percorso da classica. Hoogereide è una tradizione per il cross. Birra in una mano, bandiera nell’altra, cappello in testa, scarponi e giacca a vento: ecco il tifoso tipico di quell’appuntamento.

Nella gara dei big, la sfida è quanto mai avvincente: due favoriti, di cui uno è l’idolo di casa. L’olandese Lars Van der Haar contro l’eterno campione, proprio lui, Sven Nys. E gli italiani? In cerca di piazzamento, certamente lontani dai big che si contenderanno il podio: il belgi Niels Albert e Tom Meeusen, il ceco Zdenek Stybar e il francese Francis Mourey.  Tra le donne, favorita ancora una volta Marianne Vos, con l’italiana Eva Lechner che punta a una medaglia. Mathieu Van der Poel, il figlio del padrone di casa, sarà invece in gara negli Under 23.

Adri Van der Poel ha appena rifinito il percorso: centimetro per centimetro, con ogni curva a ricordargli quello che è stato. E con la mente al giovane figlio Mathieu, e a quello che potrà diventare.

Domenica 2 febbraio, a Milano, da Upcycle (via Ampère) ci sarà la possibilità di seguire il Mondiale di Ciclocross su megaschermo, commentato e in compagnia, tra birre e sorrisi: per gli italiani, il grande ciclocross ormai da anni è quasi un tabù. Si fa gruppo e ci si emoziona, in compagnia.

[vimeo]http://vimeo.com/42256959[/vimeo]

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.