L'ingresso del Palazzo della arti di Napoli

L’ingresso del Palazzo della arti di Napoli

Palazzo Rocella, nel salotto bene di Napoli è lo splendido palazzo settecentesco che dal 2005 ospita il PAN, ovvero Palazzo delle Arti di Napoli. Salendo da San Pasquale a Chiaia se si alza lo sguardo non può non sfuggirvi appeso sopra l’ingresso principale uno striscione con una bici enorme, se poi vi avvicinate un può di più riuscire anche a leggere lo slogan “Noi facciamo la nostra parte, veniamo al lavoro in bici”.

La bici a pedalata assistita di Raffaele

La bici a pedalata assistita di Raffaele

La curiosità di capire di più dal quel manifesto mi spinge ad entrare. Mi dicono di parlare con Fabio e Raffaele al terzo piano. Salgo su, qui non ci sono spazi museali, ma solo uffici e dietro la porta ecco che spunta la prima bicicletta. E’ di Raffaele Tartaglia, dipendente comunale che la usa quotidianamente per venire in ufficio da Pozzuoli. Mi racconta “Sceso di casa pedalo per il primo tratto col mare alla mia destra, ed è il tratto più bello perché ogni volta è diverso per i colori che cambiano a seconda del tempo e dell’ora. Poi mi divincolo tra traffico e finalmente raggiungo la ciclabile ed in 15 minuti sono in ufficio».

Ed è così che è cominciato il “contagio”: «Dopo poco che ho cominciato a venire in bici tra i colleghi si è diffuso il virus benefico che ha permesso di  far nascere un Gruppo: i C.C.R. – Comunali Ciclo Responsabili, che si propone di  fare altri proseliti, in  particolare tra i miei colleghi, suggerendo loro di andare al lavoro in bici. Usare la bicicletta come mezzo di trasporto alternativo in città è bello, scegliere la bicicletta più spesso in alternativa al bus, alla metro per andare al lavoro poi, è cosa sana e noi vogliamo incoraggiarla».

Nuovi utenti per l’ormai famosa pista ciclabile di Napoli? «La pista napoletana – spiega Raffaele – non è proprio l’ideale, ma c’è, e vi assicuro starci sopra dà una certa serenità. Possiamo certo andare in bici sempre, per diletto, e con grande piacevolezza, riscoprire il territorio da un punto di vista particolare sentendoci interamente integrati nello spazio circostante, leggeri mentalmente e indipendenti, fare passeggiate con gli amici, escursioni fuori porta, ma usarla come mezzo abituale è un’altra cosa».

Ci sono il traffico e le strade cittadine da sfidare, dunque… «Andare al lavoro in bici e usarla come mezzo di trasporto nella quotidianità, fa per me la differenza, perché aggiunge una nota piacevole alla routine scardinando la monotonia. Sono già più di dieci anni che vado al lavoro in bicicletta. La prima volta che ho ripreso ad andare in bici, da adulto intendo dire (sì perché chi da bambino chi non ha  avuto una bicicletta?), mi entusiasmai da subito, anche se, la più breve salita mi sembrava insormontabile. Ricordo, però, che arrivato in cima, interveniva una soddisfazione che mi induceva ad andare avanti, una sfida più ardua mi attraeva e, una volta superata sembrava subito poi sostenibile».

Andare in bici al lavoro, anche a Napoli, non è un’impresa impossibile. Tutto si può fare, basta volerlo… «Io la bici la consiglio a tutti. Credo che la bicicletta vada interpretata come un’amicizia, la si deve coltivare. Bisogna curarla, riservarle delle attenzioni, farle un po’ di manutenzione, e chiederle di uscire con noi. Così facendo, con una frequentazione costante, ci saprà dare il meglio di sé e diventerà per noi amica inseparabile».

Raffaele, 57 anni 35 km al giorno per i suoi spostamenti casa/lavoro, si muove senza inquinare ed è felice cosi, un esempio positivo e contagioso che dal basso sta cambiando le abitudini della nostra città.

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