Mario Schiano (a destra) con i dirigenti del RYCC Savoia

Mario Schiano (a destra) con i dirigenti del RYCC Savoia

Di Assia Carbone

È stata proprio una bella giornata di sole, qui a Napoli la domenica 8 dicembre, una di quelle  giornate invernali dal cielo limpido ed il mare cristallino, che sembrano bastare a se stesse e in cui la mente si rilassa in un non tempo.

Ma proprio la domenica dell’Immacolata c’ è stata una colazione di lavoro, a pelo d’acqua , con esponenti del RYCC Savoia, il più esclusivo club  di canottaggio napoletano e, nella tua mente pensi che sia una semplice incontro di lavoro, anche in questa giornata di festa.

E, invece, ci si è ritrovati a parlare di filosofia. Sí, di filosofia, quella che intreccia la vita e le passioni di giovani e intraprendenti menti napoletane, che si incontrano davanti a un buon caffè a parlare di ciclismo e di canottaggio. Due sport apparentemente lontani e invece così vicini: come rivela Flaviano Ciriello (responsabile canottaggio del settore giovanile). Entrambi infatti  sono ” sport ciclici”, caratterizzati dal movimento continuo e sempre identico a sé stesso, che con sforzi “rotondi” ti portano a “volare” su una lastra luccicante di mare o su una sinuosa strada sterrata o asfaltata. Ed è per questo motivo, che i campioni del canottaggio usano la bici nei loro allenamenti.

Dalle braccia alle gambe, è questo che ha pensato Mariano Barbi (socio del club), coinvolgendo Mario Schiano, in questo loro nuovo progetto: con il placet del vice presidente del club, Carlo Molino, è nata una nuova dimensione, un nuovo “ciclo filosofico” tra canottaggio e ciclismo napoletano.

 

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