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Curiosità: girare in città non è solo per auto pedoni e biciclette (sempre di più, per fortuna). Potrebbe essere anche per monopattini. L’idea ci è stata buttata lì da Maria Turra. Una che ha pedalato e ha fatto l’imprenditrice. Ha le idee chiare Maria e quando ha provato per la prima volta questo mezzo che può apparire un po’ strano ha deciso che potrebbe essere un’idea buona per chi si muove in città su spazi brevi (ma neanche troppo) e non vuole avere problemi di catena e cambio. Magari un oggetto leggero che costa poco e si carica in auto rapidamente. Il monopattino, anzi, footbike, per non confonderlo col giocattolo dei bambini. Perché qui ci si sposta sul serio. Ma si fa anche un sorriso.
Per chi volesse saperne di più dal punto di vista tecnico segnaliamo l’articolo su Cyclinside
Poi, eccovi la sua presentazione:

Scusate, è permesso?
Si, lo so che Cycle si occupa di cultura della bicicletta e io non posso definirmi tale in senso stretto, non ho i pedali, non ho la sella, ma ho la cosa fondamentale: due ruote!
Che poi siano una grande e una piccola, oppure una grandissima e una no, che abbia le ruote da strada o da down-hill, che abbia i V-brake oppure i  freni a disco, cosa importa?
La cosa che conta è che anch’io posso prendere il posto, in strada, di una di quelle cose ingombranti, puzzolenti e anche un po’ cafone che gli umani chiamano automobili.
Io sono, come la maggior parte delle biciclette, elegante, filante, silenzioso, ma ho un vantaggio in più: non ho bisogno di alcuna manutenzione! Non ho la catena, quindi ho eliminato la fonte primaria dei problemi che affliggono i ciclisti. Funziono a propulsione umana, come le macchine di Leonardo: l’umano mi vede, resta un po’ perplesso, inizialmente non capisce che strana mutazione io abbia subito per diventare così essenziale, pensa che io nasconda qualche strano marchingegno che mi faccia funzionare ed invece no, sono semplicissimo, sono il mezzo più semplice che c’è.

GPR_4571Basta appoggiare le mani sul manubrio, esattamente come si fa con la bici, mettere un piede sulla pedana e spingere con l’altro, in modo molto naturale, ognuno con il suo passo, lentissimo o super veloce.
L’umano resta nella sua posizione naturale, eretto, e percepisce il mondo esattamente come farebbe andando a piedi, ma fila veloce a pochi centimetri da terra, come se avesse le ali ai piedi.
Ho pure inventato una nuova attività: con me non si pedala, si “sgamba”!
Si, è vero, la mia è una visione un po’ di parte: non sono veloce come una bici, in salita, mediamente, non sono proprio un fulmine, con le bici elettriche non mi ci confronto proprio, tuttavia penso di poter trovare il mio spazio nel mondo delle due ruote.
Sono perfetto per le passeggiate sul lungomare: ah, come mi piace il mare!
Quelle meravigliose piste che hanno da una parte il blu e dall’altra le panchine: a me piace stupire e ho notato che gli umani, al mio passaggio, hanno istintivamente un’espressione stupita. Ma come, una bici senza pedali: ma come funziona?
GPR_4579E io mi presto, paziente e un po’ gigione ad un giro prova.
Anche qui è interessante vedere le reazioni degli umani: quelli curiosi non ci pensano nemmeno un attimo. Impugnano saldamente il manubrio e si lanciano sicuri. Quelli timidi, un po’ impacciati dicono: “no, grazie, ho paura di cadere”. Ma come? Ma cadere da dove? Ma mi hai guardato bene? Sono più basso di qualunque marciapiede, se hai paura di cadere dal marciapiede, vuol dire che sei proprio ubriaco!
Con un po’ di insistenza, anche questa categoria di umani, alla fine, accetta quasi sempre di fare una prova e il risultato è sorprendente.
Tornano tutti con un sorriso.
Questa è la cosa che mi piace di più: il sorriso di chi ha cambiato idea, perché ha vinto i propri preconcetti!
Ci sono molte altre cose che potrei dire per farmi largo nel mondo delle due ruote, ma tutto a suo tempo.
Per ora vi lascio il mio biglietto da visita.

Il Monopattino

(foto GR)

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