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La rivoluzione è il vento in faccia, mentre spingi sui pedali. In Afghanistan come in tutto il mondo. La rivoluzione è quel vento che, da donna musulmana non potevi sentire, anche perché spingere sui pedali dava scandalo.

La rivoluzione delle donne afghane è anche una sfida in bicicletta: la prima gara, la prima squadra. E un grande traguardo: l’Olimpiade. Non ora, nel 2020. Ora, in Afghanistan c’è da fare una rivoluzione pacifica e fatta di sorrisi e mal di gambe:il ciclismo femminile muove i primi giri di ruota, sfidando strade martoriate e sguardi di censura. Ma le ragazze sono forti, hanno gambe che non temono la fatica e fiato a volontà.

Un tema, quello del diritto delle donne di pedalare, che a noi sta molto a cuore: fin dai primi giorni di vita di cyclemagazine.eu, quando la nostra testata ha iniziato la sua partnership con la Coppa del mondo femminile e l’organizzazione della prova italiana, la Cycling sport promotion di Mario Minervino.

Il Quotidiano La Repubblica ha recentemente realizzato un servizio sulla squadra femminile afghana: http://www.repubblica.it/rubriche/la-storia/2013/12/10/news/ciclismo_donne_afghane-73135804/

Noi proponiamo qui due video: quello della prima gara e quello del reporter americano Mike Taibbi, realizzato già qualche mese fa.

La prima gara femminile afghana:

Il servizio di Mike Taibbi:

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