candeline

La mia casa è dove c’è una parco
dove arrivano sole, pioggia e neve quando è giusto che arrivino.
La mia casa è una voce che ti saluta fra i castagni,

che grida il tuo nome, dove sgattaiolano i gatti e le lepri selvatiche.
La mia casa è quel luogo in cui, quando apri la porta è subito terra e cielo.

 

A sette anni ero uno scatenato tamarro comunista. Forte della mia conoscenza di come andavano le cose del mondo sostenevo che i ricchi erano ladri, i preti dei borseggiatori di anime, i politici dei porci, che Dio ovviamente non esisteva e soprattutto di non credere alla palla di Babbo Natale.
Invecchiando, mi sono profondamente convinto della reale esistenza di Babbo Natale, quest’anno lo aspetto anche se in verità è già passato diverse notti a lasciare pacchetti con biscotti, frutta, marmellate fatte in casa, bigliettini di saluto, e tutta una serie di gesti che dicono “ Stefano, Babbo Natale ti pensa”.

stefanobruccoleri

A casa, di notte, mi alzavo per fare piccole incursioni nel frigo, due tiri di sigaretta, per poi tornare a dormire. In tenda non ho certo lo spazio per un frigo e vista la temperatura che ha gelato il telo esterno della tenda, direi che è stata una scelta saggia. Il frigo è fuori, non ho voglia di mettermi le scarpe e allora piscio sullo zerbino, piscio direttamente nel frigo naturale in cui a mia volta ho montato la mia casa di tela.
In tenda non fa poi così tanto freddo, basta coprirsi adeguatamente. Per scaldarmi ho comprato una piccola pirofila in cui adagiare cinque candeline di quelle dell’ Ikea ottime nei cimiteri per nani e gobbi e sufficientemente adeguate per scaldare questi due metri quadrati di giaciglio.
La sera, spenta la radio, lascio che le candele mi accompagnino al sonno come una fiaba silenziosa. Mi incanto un po’ ipnotizzato dal tremolio delle fiammelle. da cui appaiono sagome di delfini, mareggiate e tramonti spettacolari da commuovere il fiato. Nessun Drago.
A dispetto delle condizioni ambientali mi sento generalmente sereno, certamente merito anche della terapia:  ed è in questa rara serenità che mi rendo conto di quanto stessi male prima e solo in questo passaggio dal male al bene riesco a distinguere le due condizioni. Quando stai male a lungo, finisci per credere che quella sia l’unica e possibile condizione di vita, questo mi fa credere che ci sia ancora un bel margine di serenità ancora inesplorato a cui potrei approdare.

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