GPR_2713

di Guido P. Rubino (foto gr)

Può bastare una scatola di Barley Sugar da una sterlina e ventinove, ricordo di un viaggio da sua maestà, per conservare la ruota libera di scorta. Quella da mettere nelle gare più dure, col ventitré dietro. Quella scatola di latta è perfetta una volta finite le caramelle. C’è ancora l’odore della nafta di cui si riempiva per pulire ingranaggi e meccanismi. Ora ci sono conservati anche gli ingranaggi consumati, quel diciassette messo via perché consumato dall’uso che la catena nuova ci saltava su non riconoscendone più gli spazi.
Una scatola saltata fuori da una soffitta piena di sorprese e una busta di ricordi tolti da una bici che si è andata evolvendo negli anni. Di un corridore che cresceva in forza e sogni. Il cambio è quasi intero, manca parte del bilanciere, probabilmente usato per riparare qualcos’altro, che quella volta meno male che c’era un ferramenta per strada dopo che era partita la vite che teneva la rotellina del cambio. La sella è solo un ricordo. Era un gioiello la Colnago Master retinata in rosso sul bianco perlato. Come quella che usavano i corridori belgi di quella squadra con lo spilungone che andava forte forte. La leva del freno è una sola. Chissà dov’è l’altra, ci sarà da scavare ancora in soffitta a cercare. C’è una bici che sta rinascendo e un appuntamento da rispettare. Magari con l’odore di olio canforato e le spille da balia a fissare un numero che se svolazza troppo, poi, mi fa andare piano.

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