NATO-in-bici

Avete presente quel cartello giallo, che spesso si trova a delimitare reti di protezione e filo spinato, si quello che si trova in zone militari? Beh dalle parti nostre è capitato di vederlo anche all’ingresso di inceneritori e discariche. Quel cartello non l’ho mai digerito, non per il giallo naturalmente, ma per quello che  c’è scritto LIMITE INVALICABILE.

nato2Negli ultimi vent’anni la percentuale di forze militari statunitensi in Europa di stanza sul territorio italiano è triplicata. Dopo l’inizio della guerra al terrorismo nel 2001, i militari hanno spostato il loro centro di gravità europeo dalla Germania al sud del continente. Il pentagono ha trasformato la penisola italiana in una piattaforma di lancio per le future guerre in Africa, in Medio Oriente e altrove. Nelle basi di Napoli, Aviano, Pisa e Vicenza sono stati spesi svariati miliardi di dollari in opere edilizie, progetti segreti, spese operative e costi del personale.

Se capita allora, che la base NATO di Bagnoli – quartier generale delle forse alleate del mediterraneo – quella a due passi dal tuo ex Liceo e difronte all’asilo di tua figlia, dopo oltre sessant’anni chiude allora ci sono proprio tutti i motivi per festeggiare. Il prossimo primo dicembre, quel limite invalicabile non esisterà più, l’ ex base Nato di Bagnoli aprirà ai cittadini. Sarà una giornata di festa con attività ricreative, degustazioni enogastronomiche con la musica di Edoardo Bennato.

Non è un caso che i primi ad entrare da quel varco – per decenni presidiato da militari armati di tutto punto – saranno i tanti cittadini che decideranno di unirsi alla pedalata “Nato in bici” che attraverseranno tutta la città per poi invadere pacificamente l’ex base militare. Chi pedala infatti è una persona che non inquina e soprattutto non consuma petrolio.

In quella base sono state definite strategie d’attacco e sono partiti ordini per le tante guerre per il petrolio degli ultimi anni, dalla guerra del Golfo, all’Iraq fino ad arrivare alla Libia. Spesso si parla della legittima necessità di ridurre i costi per gli armamenti, pensiamo alla vicenda degli F35, ma poco invece del carico di inquinamento e quindi di esternalità negative, che portaerei, caccia, carri armati ed altre diavolerie producono. Guerra einquinamento due disastri che vanno a braccetto e sullo sfondo giacimenti di petrolio.

Domenica sarà una giornata di festa, tante associazioni, cittadini, realtà sociali, artisti daranno il benvenuto ai tanti curiosi che per anni hanno solo potuto immaginare cosa ci fosse dietro quel filo spinato. Uno spazio di 20 ettari, una collina di verde liberato, con attrezzature sportive, da dove si vede il mare, che può rappresentare, non solo simbolicamente, un nuovo inizio segnato dalla cultura della pace e declinata nelle tante iniziative sociali, culturali e sportive che questo luogo potrà accogliere. Un grande vuoto da riempire, una nuova sfida, una prova di consapevolezza che dal basso si può rilanciare entusiasmo e partecipazione.

Una risposta

  1. Tony

    L’articolo mi sembra abbastanza fazioso. Peccato rovinare un giorno di festa con la faziosità.

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