tenda

La quotidianità vissuta. Giorni di pioggia, di lungo letargo in tenda, di radio e biblioteca, tutto in un tempo lento e dilatato che in altri momenti mi avrebbe fatto impazzire. Oggi, invece, tutto sembra essere tornato naturale: la pioggia che bagna i vestiti, un filo di freddo prima di accendere il fornello, la gioia di due parole con chi si avvicina alla mia tenda per un saluto. C’è il matto del paese che mi chiede se ho un po’ di tabacco: a lui regalo anche il mio libro.

stefanoLa quotidianità sul web.  La mia amica Francesca, a cui avevo riparato la bicicletta, chatta con me, mi dice che mi pensa, che mi ricorda e mi chiede di non dimenticarla. I bibliotecari di varie località si attivano per organizzare la presentazione del libro e io che ogni tanto stampo qualche racconto da regalare a ogni biblioteca.

Non ho mai creduto e capito molto il detto “la volontà è nella mente “,  forse perché la mia vibrava sotto i colpi di emotività maltrattata, ferita malamente.
In questi giorni di tenda ho trovato una serenità bella, lenta. La pioggia è diventata un gioco, mi sembra di giocare alla casa sull’albero e allora mi attrezzo, trovo strategie. Insomma, gioco. I miei draghi liquidi si son fatti docili. E quando le cose non vanno proprio per il verso giusto, guardo il parco e dico: ” E allora uffa “. E torno al mio bel gioco.

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