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L’appuntamento è il 6 dicembre alle 22, al velodromo di Montichiari una no stop di endurance prevista per 1000 chilometri, senza interruzioni. Previsti tre giorni di pedalate al limite delle quaranta ore. Tenterà di sbriciolare cinque record.
Protagonista dell’impresa annunciata è Anna Mei, di Lecco, insegnante di scuola primaria e ciclista estrema, anzi “estremissima”. Anna, il 6 dicembre, tenterà di battere due suoi stessi record mondiali su pista che ha conseguito nel 2011: 385,32 km in 12 ore e 711,04 km in 24 ore. Anna proverà a conquistare altri tre record: le 100 e le 200 miglia e i 1.000 chilometri nel minor tempo possibile.

«Ho sempre amato tanto lo sport fin da piccola, discipline anche diverse fra loro – racconta – come l’aerobica e la vela. E non mi sono mai fermata. Quando ho iniziato a praticare lo spinning – era il 2005 – pensavo che il giorno in cui avessi deciso di pedalare anche fuori dalle palestre, non mi sarei mai fermata. E per fortuna che quel giorno è arrivato qualche anno dopo, nel 2008, perché non sarei riuscita a conciliare le pedalate di ore con tutti gli impegni che avevo allora».

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L’impresa è prossima, mancano pochi giorni ormai. «Mi risulta che nessuna donna fino a oggi si sia mai cimentata in una prova così lunga di ciclismo, di 1.000 chilometri. Sarà la prima volta in assoluto». Si concederà delle soste? Dormirà qualche minuto? «Nemmeno per sogno. Avanti a pedalare. Solo qualche fermata indispensabile per assolvere i bisogni fisiologici, ‘i pipì stop’, come dicono i miei bambini della scuola primaria. Rispetterò il mio fisico che dovrà rendere al massimo». Come si è preparata? «Con il mio allenatore ho scelto un allenamento basato più sulla qualità che sulla quantità».  Per il resto, “top secret”. Ed è giusto così: segreti dei campioni.

Previsioni alla vigilia? «Per fare 1.000 chilometri, conto di impiegare 37 ore. Ma Anna non pedalerà solo per la soddisfazione personale di battere dei record. L’impresa che vuole portare a termine è in prima di tutto per sensibilizzare le persone su quei bambini affetti da una rara malattia genetica, l’epidermolisi bollosa, i cosiddetti “bambini farfalla”. A chi ne è affetto, la pelle si squama o si gonfia in bolle che si riempiono di siero. Le cure sono costose e le sofferenze continue. «Pedalerò solo con la maglietta dell’Asd Pedala con il cuore, l’associazione che organizza eventi per questi piccoli, perché voglio riservare l’attenzione su questa malattia. Mentre gli sponsor che mi sostengono avranno il loro “banner” sulla pista». Quindi auguri Anna.

Sarà dura fare mille chilometri, ma quei bimbi malati soffrono di più. La solidarietà è leggera come il volo di una farfalla.

 

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