27-TraiettoriaParadiso

Dicono che in Paradiso circoli, su una vecchia bicicletta, una strano personaggio che tra una nuvola e l’altra si diverte a passeggiare, con le braccia al vento, in quel cielo azzurro come il mare e profondo come la memoria.

Dicono che abbia i capelli bianchi ed un sorriso lieve, quel tanto che basta per avvolgerlo in una primitiva simpatia che illumina gli occhi di chi lo vede passare su quella sua sgangherata bicicletta che chissà quanti anni e quante pedalate ha vissuto e contemplato!

Dicono che non perda mai l’occasione di salutar chiunque sia sul ciglio di quella strada che costeggia il lungo fiume del ricordo e quando passa, persino i fili d’erba svolazzano come ghirigori al vento, come arabeschi capricciosi disegnati in fondo al blu di un orizzonte senza tempo!

Dicono che sia il ritratto di un fascino perduto e che tra quelle stelle immacolate stia cercando una memoria antica…In sella a quella sua bicicletta piena di cicatrici e di promesse fatte e mantenute, pedala come fosse ancora un ragazzino che non sa dove sta andando ma ci va, fischiettando una canzone dalle rime più baciate, la canzone che cantava quando ancora respirava l’aria della vita!

Dicono che in Paradiso circoli, su una vecchia bicicletta, una strano personaggio che tra una nuvola e l’altra si diverte a passeggiare, con le braccia al vento, in quel cielo azzurro come il mare e profondo come la memoria fischiettando una canzone d’altri tempi. Qualcuno dice di averci visto Dio su quella bicicletta, ma io, che di canzoni me ne intendo, ne sono certo e lo posso qui giurare: Dio non è un cantante e poi, che rimanga tra di noi, io quella canzone l’ho sentita mille e mille volte, perché chi la cantava, era mio padre!

 

“Traiettoria Paradiso” – opera di Roberto Sironi – acrilico su tavola di legno

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