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Di Lorenzo Franzetti

Mobilità alternativa anche per il commercio e l’economia locale. Città in movimento, merci in movimento: economia in costante e rapida evoluzione. Come del resto la comunicazione: e soprattutto a livello di microrealtà.

Una volta c’erano i bike messengers che, in epoche recenti, sono sbarcati dagli States, dalle metropoli come New York o San Francisco: ma, se vogliamo andare più indietro nel tempo, i fattorini in bici sono stati parte della vita cittadina di tutte le aree urbane del Dopoguerra. Per il futuro, la rinascita del trasporto merci in bici potrebbe diventare predominante: in primo luogo perché conviene.

cargo5Dal 2011, l’Unione Europea sta promuovendo, infatti, Cyclelogistics, un progetto che mira a proporre un piano industriale per la logistica merci, che abbia nella bicicletta il suo punto forte. Per ora sono coinvolti 322 centri urbani, con sei città partner: Utrecht, Bruxelles, Cambridge, Copenaghen, Londra e Ferrara.

Oggi la quasi totalità del trasporto merci nelle città è fatto da veicoli a motore. Pacchi, buste, merci leggere sono spesso trasportate su distanze anche minime da veicoli ingombranti, anche mezzi pesanti, inquinanti. Lo studio di Cyclelogistic dimostra, invece, che il 51% di tutti gli spostamenti privati o di lavoro collegati al trasporto di merci potrebbero funzionare facilmente con le bici o le cargobikes, ovvero le bici per il trasporto merci.

Il responsabile del progetto, Karl Reiter, offre ulteriori spunti: «Il 51% dei trasporti merce non supera i 7 chilometri di distanza e non va oltre i 200 chili di merci. Dunque, potrebbe essere effettuato tranquillamente in bicicletta e soprattutto con le cargo bikes».

Questo tipo di bici, la cargo bikes, è ideale per cil trasporto di mer5ci leggere, dagli 80 ai 200 kg. Ovviamente per brevi distanze e in città prevalentemente pianeggianti. Tra le varie proposte che rientrano nel progetto c’è, per esempio, un sistema di consegna di pacchi e posta aziendale chiamato Goods delivery. Prevede anche un tracking GPS, le prova di consegna e un’assicurazione. Per trasporti fino a 250 kg e nelle zone interne delle città.

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immagine1A Ferrara decolla il trasporto bambini

In Italia, la città partner per la sperimentazione del progetto è Ferrara. Come stanno andando le cose?

«Molto bene, dopo un inizio non facilissimo, ora il progetto sta partendo in modo interessante», afferma Gianni Stefanati che segue il progetto a Ferrara, per conto dell’amminstrazione comunale. Per questa sperimentazione, la città di Ferrara ha a disposizione cinque cargo bikes che le aziende e i cittadini possono utilizzare in prova da un giorno a quattro mesi. Dopo questo test le aziende decidono se acquistarle e utilizzare questo sistema di trasporto per le merci in città. I primi risultati, però, si sono avuti in un’altra direzione: «Le cargo bikes hanno avuto successo soprattutto tra i privati cittadini per il trasporto dei bambini. Questo tipo di bici già molto diffuso nei Paesi del Nord Europa, anche a Ferrara piace: e la lista d’attesa per i test è molto lunga. Così come gli acquisti dei cittadini stanno funzionando».

E il trasporto merci? «Con più fatica, il discorso ora comincia a piacere anche alle aziende. Questo è veramente uno tra i rari progetti europei che sta funzionando bene. Da gennaio inizieranno anche l’attività due società di trasporto merci in bici, a Ferrara, che hanno ottenuto l’appoggio anche delle associazioni di categoria, dei commercianti e delle realtà economiche locali».

Stefanati e i responsabili di Cyclelogistics Ferrara hanno anche il compito di diffondere e promuovere il progetto nelle altre città d’Italia: «L’idea piace, il progetto si sta diffondendo soprattutto nelle città della Pianura Padana. Altrove, per la verità, facciamo un po’ più fatica. Nel nostro Paese c’è ancora molto da fare sia in termini di cultura ciclistica, sia in termini di progettazione urbanistica. Le cargo bikes, però, sono vincenti in quei centri che hanno le ZTL che non consentono il trasporto merci a motore durante il giorno: le cargo bikes possono, invece, circolare sempre».

Mobilità sostenibile vuol dire dunque nuove idee di progettazione, design, urbanistica, ma anche standard italiani da rivedere… «Per esempio, in Italia le porte sia dei negozi, sia delle abitazioni sono quasi tutte larghe novanta centimetri. Con questa misura, le cargo bikes non possono essere ritirate all’interno. Altro problemino sono i paletti che, in Italia, si mettono all’inizio e alla fine delle piste ciclabili per impedire alle auto di parcheggiare… Quello spesso è un problema per la cargo bikes, ma se la cultura ciclistica crescesse, forse ci saranno meno automobilisti che parcheggiano sulle piste ciclabili e, di conseguenza, non servirebbe mettere i paletti…».

Lavori in corso, il progetto cresce, Ferrara pedala sempre più, le cargo bikes si diffondono nella Pianura Padana…

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