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Di Gian Paolo Grossi

Mobilità dolce è muoversi in modo ecologico, sostenibile e a tutela del clima. Per godersi il piacere di vacanze senza auto e senza stress. Le ferrovie dimenticate sono antichi tratti di trasporto su rotaia dismessi, riqualificati e convertiti alle due ruote. Molti tra questi percorsi sono adatti soprattutto alle mountainbike. Di ferrovie dimenticate in Italia ce ne sono circa un centinaio, si parla di 6.000 chilometri di percorsi.

Mobilità dolce e ferrovie dimenticate: anche in Italia si fanno buoni progetti. Come in Umbria, dove gli ex binari che collegano Spoleto a Norcia costituiscono un percorso cicloturistico davvero splendido, completamente immerso nel verde. Non è certo una pista impegnativa e selettiva per biker esperti, ma piuttosto un tracciato per spensierate escursioni ‘fuori porta’ ad uso e consumo di tutti. E’ il fiore all’occhiello dell’Mtb Club Spoleto, se non altro per la sua storia travagliata. «Abbiamo moltissimi percorsi interessanti in zona – spiega il presidente del Club Luca Ministrini –, chi si sente particolarmente competitivo e vuol mettersi alla prova dovrebbe affrontarne uno sulle nostre colline. Per noi spoletini, però, arrivare a Norcia seguendo i vecchi binari ha un significato speciale”.

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Il tratto, un capolavoro di ingegneria ferroviaria lungo 52 chilometri, è stato un cantiere per 11 interminabili anni: oggi è possibile percorrerlo quasi interamente in bici, su sterrati in mezzo a scenari d’incanto e gallerie fredde e buie, regno di inoffensivi pipistrelli. A distanza di 45 anni dalla sua chiusura, il tracciato è ancora riutilizzabile per quasi il 90% della lunghezza originaria. I tratti alienati dopo la soppressione sono stati inglobati in allargamenti stradali ed hanno un’estensione di circa 6 chilometri, dirottati sulla statale. L’ex ferrovia conserva 5 chilometri di gallerie e oltre 350 opere d’arte inglobate in ben 17 siti di interesse comune, mentre sono andati persi i 6 ponti in ferro che attraversavano il fiume Corno al momento dello smantellamento, dopo la chiusura.

dscn6221Il primo tratto presenta i maggiori dislivelli (circa 300 metri) ed è ricco di ponti, viadotti e gallerie che si estendono per 4 dei 19 chilometri da Spoleto a Santa Anatoliadi Narco; il secondo, fino a Cerreto di Spoleto si fa valere per gli aspetti paesaggistici, con la ferrovia che costeggia il fiume Nera per lunghi tratti. Il terzo conduce alla splendida gola di Balza Tagliata, dove si fronteggiano una coppia di imponenti massicci calcarei ed il quarto va da Serravalle a Norcia attraverso l’incantevole paesaggio dei Monti Sibillini. La linea ferroviaria Spoleto-Norcia fu attiva dal 1926 al ’68 ed i treni impiegavano un paio d’ore per trasportare il legname e la gente a sciare (negli anni Sessanta) nelle località di montagna. Oggi rivive per una buona causa, al soldo delle ruote grasse. Trasporta emozioni. Per questo la chiamano mobilità dolce.

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