Bianchi Rekord 746 del 1977

Bianchi Rekord 746 del 1977

Lino Gallo, milanese, classe 1951, si ritiene un fortunato pensionato, nel senso che dice di essere soddisfatto di essere arrivato al traguardo. In passato fatto tanti lavori: è stato responsabile della comunicazione in una immensa multinazionale giapponese di elettronica di consumo; ha suonato, e suona ancora, la chitarra e si fregia di essere stato tra i fondatori della Treves Blues Band. Oltre che di musica – colleziona chitarre vintage – è appassionato di locomotive a vapore e fotografia, fin dai primi anni ’60. Recente è invece l’amore per le biciclette da corsa classiche: possiede, per ora, una Bianchi Rekord 746 e una Fuchs del 1966. Ma la collezione crescerà… La scorsa primavera ha scoperto l’Eroica e… non l’ha mai più ricoperta. Questo è il suo racconto all’avvicinamento al Grande Evento.

di Lino Gallo

La prima volta. Il 25 Aprile 2013 è stata la prima volta che ho inforcato una bicicletta da corsa. A 62 anni. E che bicicletta. Una Bianchi Rekord 746 del 1977, my pride and joy.

Tutto è partito per caso, o forse per un arcano disegno degli dei del ciclismo. A Natale scorso ho regalato al mio amico Gian Luca, emigrante a Londra, gran pedalatore, fine musicologo e notevole fotoamatore, un libro fotografico dedicato all’Eroica.

Ho scoperto l’Eroica durante uno zapping televisivo notturno. Su Deejay TV trasmettevano un documentario che raccontava questa manifestazione dedicata al ciclismo nella sua forma più originale e mi era piaciuta moltissimo l’atmosfera piena di passione che vi si respirava. Era a puntate e così le ho seguite con piacere nei giorni successivi.

Poi, un giorno, passando in Corso Garibaldi da Rossignoli, ho notato in vetrina il volume. Visto e comprato. Mi son detto, idea regalo perfetta per Gian Luca.

In realtà da Rossignoli ci ero passato anche perché, folgorato dall’ambiente ciclistico londinese e da un interesse che ho sempre nutrito nei confronti del ciclismo, televisivo a dire il vero, meditavo già da un po’ l’acquisto di una bicicletta. Inizialmente pensavo ad un tipo “ Turismo Pensionato Giovanile”, poi rapidamente diventato macchina più “cool”, tipo Bianchi Camaleonte.

Però l’Eroica mi era piaciuta tanto e mi ero ripromesso di andarci da turista, giusto per vedere un po’ l’ambiente e fare due foto. Ancora non immaginavo l’effetto valanga che si stava preparando.

Comunque, Gian Luca apprezza moltissimo il regalo e rilancia. Andiamoci all’ Eroica , da ciclisti! Troviamo due bici d’epoca, qualche altro amico e ci presentiamo con un mini team italo-inglese! Con tanto di maglie personalizzate e via dicendo.

Lì è cominciata a rotolare la valanga… ricerche su e-bay, scelta di marchi, modelli, costi, gran ragionamenti su Skype, alla fine si decide. Devono essere due Bianchi, non c’è storia.

E Bianchi sono. Le troviamo, una a Forlì e l’altra a Cervia, praticamente vicine di casa e romagnole veraci, un valore aggiunto. Oh, intendiamoci, niente di trascendentale, mica son Specialissime; parliamo di due più che dignitose Rekord ( la mia però è un po’ più bella, una 746..).

Parto da Milano, Febbraio 2013, giornata da tregenda che manco li cani, arrivo a Forlì sotto l’acqua, ritiro la prima, quella di Gian Luca e poi vado per stradelli fino a Cervia dove ritiro l’altra, la mia. Sempre sotto l’acqua. Dice che porta buono… Casino per farle stare in macchina (una berlina, fortuna che il sedile dietro si può abbassare) e rientro a Milano in serata, sempre con acqua al seguito.

Ok, siamo bici muniti, il passo più importante è fatto.

Secondo step: spedire a Londra via corriere la bicicletta di Gian Luca il quale, perfido, mi manda un link su YouTube della serie: “ Come imballare una Bianchi d’epoca e vivere felici”. Naturalmente trattasi di video realizzato da un rivenditore americano super professionale che si auto pubblicizza, proponendo il lavoro a soli 180 Euri! Dal suo punto di vista nulla è troppo per spedire in sicurezza una bici da corsa, anche se con 180 euri uno la bici se la compra usata e pure carina, ma tant’è. Essere da meno di un americano qualunque su YouTube? Mai!

Con quel poco di orgoglio italico rimasto conto sull’altruismo ciclistico nostrano e mendico uno scatolone di una Specialized da BiciMania di Lissone. Li cito perché, carini e gentili, me l’hanno dato volentieri, compreso il distanziatore per gli steli della forcella, la scatola porta sella e una bella chiacchierata sull’Eroica.

Passo poi dal magazzino di un negozio di elettrodomestici e recupero il polistirolo da un cassone, aggiungo un 20 metri di “pallinato”, due rotoli di nastro da pacchi e, a casa, smonto ruota, sella, pedali, avvolgo il telaio tipo mummia, abbondo su guarnitura, catena, cambio, freni e manubrio, sistemo il polistirolo per ammortizzare gli urti e imbottisco il tutto con il pallinato rimasto. Dopo circa tre ore ho finito.

La prima volta che imballo una bici da corsa… e anche l’ultima credo. Alla fine i 180 euri richiesti dall’americano avevano un loro perché.

Qualche giorno dopo la la bici arriva sana e salva a London Town. Ci hanno messo un’ora e mezzo per sballarla, tiè…che sudisfasiùn!

A differenza di Gian Luca che ama fare questi lavori da sé e aveva iniziato un restauro conservativo serio, con smontaggio totale, nuovo cambio, revisione sterzo, freni, nastratura etc. , io non sono all’altezza di tutto ciò e, sebbene la mia Bianchi fosse da concorso o quasi, mi sono rivolto ad un appassionato/restauratore/collezionista bresciano che ho scovato su un blog di cicloamatori d’epoca, Maurizio. Che ha fatto un lavoro splendido di messa a punto nei più minimi dettagli e si è rivelato una autentica miniera.

Siamo intanto a Marzo 2013 e la Bianchi londinese, dopo un paziente lavoro di restauro è tornata a nuova giovinezza. “ Ready to ride”. La mia è ancora in lavorazione (senza fretta).

Nel frattempo mi iscrivo all’Eroica scoprendo che gli over-60 vengono iscritti di diritto, mentre gli under-60 devono sottostare ad un sorteggio, vista la grande richiesta di partecipazione. Sono l’unico “over” del team, speriamo bene per i “ragazzi”. Da una parte sono contento per il privilegio, dall’altra provo un minimo di disagio, mi è venuto in mente quando rinnovai la carta d’identità qualche tempo fa e l’impietosa impiegata corresse il colore dei capelli (i pochi rimasti), da castano a brizzolati… ci rimasi un po’ male, un tratto di penna dell’Anagrafe mi aveva ufficialmente decretato “ Pantera Grigia”. Grigia forse, ma non doma!

Nel frattempo continuava la mia iniziazione, anzi la nostra, visto che si era creato un simpatico gioco di rilanci fra me e Gian Luca. Ad esempio, lui si monta sulla sua Bianchi varie telecamerine, una davanti, una dietro, una sul casco…  e si riprende nel tragitto casa- ufficio, via Camden e Regent’s Canal, offrendo una visione a 360° della corsa. Si corsa, perché a Londra i bikers corrono, cavoli se vanno, moltissimi quelli assatanati a scatto fisso e freno a contropedale.

Io prometto sfracelli, si fa per dire, e intanto mi faccio un po’ di cultura editorial – ciclistica, nell’ordine:

– L’Eroica G.Cervi/ P.Facchinetti/L.Franzetti/G.P.Rubino

– Il Giro D’Italia G.Cervi/P.Facchinetti

– Bianchi, una bicicletta sola al comando D.Marchesini

– Bici! R.Moore/D.Benson

– Ghisallo, cuore del ciclismo G. Castelnovi

– Diari della bicicletta D.Byrne

– Il Giro a sbafo G.Foddis

– Fausto Coppi, un uomo solo al comando P. Alberati

– Il mestiere del ciclista M. Pinotti

– Una vita da Gregari M. Pastonesi

– Riviste varie straniere : Rouleur, Urban Cyclist, Fixed, COG

– Cycle! Nuova rivista/libro italiana molto bella

 

Poi cultura cinematografica:

– Il grande Fausto

– Gino Bartali, l’intramontabile

– La leggenda del bandito e del campione

– Fausto Coppi: la leggenda dell’Airone

E, dall’America:

– Breaking Away

– Quicksilver

Addirittura masterizzo un CD da iTunes , l’ Eroica Playlist: si va da Tour de France dei Kraftwerk, a Busted Bycicle di Leo Kottke, fino a Passa la Prima Milano-Sanremo del Quartetto Cetra…

Ovviamente seguo RAI Sport 2 e le sue telecronache… ah già, oggi c’è il Tour de Romandie , il GP Liberazione e poi Radio Corsa…

Mah, un caso di demenza senile? Perlomeno c’è di buono che mi piglio in giro da solo.

Siamo ad Aprile 2013, il tempo passa e per fortuna fa schifo, così mi consolo in parte del fatto che la mia bici non sia ancora pronta. Intanto a Londra Gian Luca è lanciato, a sorpresa si compra una Bottecchia, che a breve verrà trasformata in “fixie”.

Mmm, nel gioco dei rilanci mi sa che prima o poi toccherà anche a me di farmi una fissa. Se sarà, mi piacerebbe una Pegoretti Luigino. Ho letto di Dario Pegoretti su Bici!, uno che chiama una sua bicicletta “Big Leg Emma”, dall’omonimo brano di Frank Zappa merita tutta la mia attenzione. Ho ammirato poi alcune sue realizzazioni sul sito. Grande! E, purtroppo, caro!

Una Pegoretti Luigino

Una Pegoretti Luigino

Vedremo, devo solo trovare qualche soldo extra, hai detto niente… ma non dispero. Già immagino la grafica , una roba da bluesman qual sono: grandi chitarristi e grandi chitarre. So che lui ama la musica, magari il tema lo stimolerebbe a farmi uno sconticino. In passato ho avuto la fortuna di essermi fatto fare una chitarra dal grande maestro liutaio Carlo Raspagni. In effetti l’arte di un liutaio e di un telaista presentano delle similitudini. Materiali diversi, tecniche agli antipodi, ma passione e creatività accomunano chi dal legno crea uno strumento musicale e chi dall’acciaio e dal saldatore una bicicletta. Liutai entrambi. Ed artisti del fare con le mani.

Ma non corriamo troppo, anzi, non corriamo affatto!

Fino al 21 Aprile 2013 ho letto, guardato film, chattato su Skype, fotografato biciclette, andato al Passo del Ghisallo (in auto) e ancora non ho fatto un metro con la mia Bianchi, una passione platonica direi. Ormai il mondo si chiedeva se ci sarei mai salito su una bicicletta.

continua 

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