milano

Di Marcello Scarpa (in collaborazione con Lorenzo Franzetti) – Gallery fotografica di Francesco Rachello ed Eloise Mavian

Eduard Grosu, giovane “venuto di Romania”, alla Bovisa di Milano, di notte: un rumeno nella periferia milanese non è una novità, ma Grosu non è il migrante ai margini della città, bensì il funambolo che vince la gara più spettacolare, davanti a migliaia di persone. La Red Hook è sua, vittoria allo sprint: un atleta vero che ha partecipato anche ai recenti Mondiali di Firenze, simbolo di una generazione di atleti figli della globalizzazione e delle migrazioni. Un atleta in mezzo a duecento funamboli che, per la verità, sono tutt’altro che cicloamatori: i big dello scatto fisso, ormai, sono quanto meno semiprofessionisti.

in-giro-per-milano-murales-stupendi-in-bovisa-L-oR4uKJ A Milano, lo spettacolo c’è stato, eccome: non ha tradito le attese e mi si riempie il cuore di soddisfazione, da milanese, aver visto tanta gente lungo il circuito: un evento straordinario che lascia in chi l’ha vissuto molte immagini uniche. Come i due vecchietti affacciati alla finestra a chiedere alla gente di sotto: «Ma lo faranno ancora? Questo è bellissimo!».

La periferia, che di solito la sera si spegne e si rintana nei salotti e nelle camere da letto, la periferia che è anche degradata, è rifiorita per una sera: con i bar, che di solito sono chiusi, rimanere aperti alla sera e riempirsi di gente felice, sorridente. Belle persone a ogni angolo, con la voglia di fare festa. Un quartiere vivo, illuminato dai ciclisti della Red Hook, una periferia che non faceva per niente paura e nemmeno tristezza: era una Milano viva, quella che è uscita sui marciapiedi della Bovisa per assistere alla Red Hook.

Chi ha vinto importa fino a un certo punto, anche perché buona parte della gente che assisteva per la prima volta  alla gara, non sapeva nemmeno chi esistesse un Eduard Grosu, mago dello scatto fisso. Tuttavia, anche dal punto di vista tecnico, la gara è stata fantastica. E il clima davvero unico: dentro a un evento davvero popolare e carico di umanità, nel quale non occorrevano pass o badge per dimostrare di essere qualcuno. Tantissimi, a migliaia, ognuno col proprio sorriso, a bordo strada, per una corsa ciclistica. L’amministrazione comunale che ha patrocinato l’evento avrebbe dovuto assistere di persona e rendersi conto di come, questo modo di vivere la bici, faccia bene alla città, riporti serenità e momenti di aggregazione dove meno te l’aspetti.

Ecco la splendida gallery fotografica di Francesco Rachello ed Eloise Mavian

2 Responses

  1. Avatar
    Mauro

    E pensare che dalle mie parti mi prendono per stravagante perchè giro con una bici da pista con il fisso…

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