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Di Lorenzo Franzetti

A scuola in bici. A Milano. Pareva impossibile per bambini che, spesso, sembrano uccellini in gabbia. Ora Mattia non ci dorme la notte, dall’emozione. Il giovedì è un giorno speciale, perché andare a scuola bici torna normale. La piccola Camilla che in classi ci arriva sempre col broncio, quando ci va col suo monopattino è felice come… un bambino.

Un tragitto di poche centinaia di metri, un paio di chilometri al massimo: a Milano, città che sembra disegnata per le bici, dovrebbe essere una passeggiata facile, ma invece è un incubo. Soprattutto se ci vai inscatolato e in coda dentro una macchina.  Colpi di clacson e smog per tutti, addio fantasia e buone abitudini. Per sfidare il traffico, mettendosi in sella e pedalando, ci vuol coraggio, la costanza e la buona volontà a volte non bastano: la paura quasi sempre tarpa le ali dei piccoli studenti e dei loro genitori.

Poi, però, qualcosa comincia a cambiare, qualcuno getta il sassolino nello stagno e… un’idea si trasforma in realtà che cresce settimana dopo settimana. In bici a scuola: tutti i bambini ci vorrebbero andare. A Milano, come in tutto il mondo. Quando non c’è sicurezza, però, come si può fare? «Facendo gruppo, con genitori e figli che si organizzano insieme e riescono a gestire il trasferimento verso la scuola proteggendo i propri bambini e imparando a gestire le situazioni nel traffico».

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Tutto  è partito dal web, anzi da Facebook: una mamma chiedeva ad alcuni attivisti milanesi di Critical mass di poter fare andare a scuola in bici il proprio bambino che, però, abita in viale Monza, una delle strade più trafficate di Milano. Dal primo bambino, al primo gruppo, l’iniziativa è partita rapidamente, grazie al tam tam dei social network: «Non facciamo la Critical mass – chiarisce Marco Mazzei, uno dei ciclisti volontari che accompagna bambini e genitori a scuola -, ma semplicemente scortiamo bambini, mamme e papà, mettendoli in sicurezza».

I bambini di viale Monza ci sono riusciti, a scuola in bici si può: e l’hanno saputo anche le mamme di u altro quartiere, dalla parte opposta della città, e poi un altro quartiere ancora. Viale Monza, via Solari, viale Papiniano: tutti a scuola, con i bambini felici. E gli altri, in coda dentro le macchine guardano e provano a convincere i loro genitori a fare lo stesso: «L’iniziativa è contagiosa, si diffonde rapidamente. L’obiettivo è proprio quello di mostrare alle famiglie e ai bambini che usare la bici per andare a scuola può diventare un’abitudine». Dare l’esempio e convincere: e anche molti genitori che avrebbero voluto accontentare i propri figli, evitavano la bici perché loro stessi si sentivano insicuri nel traffico. Muoversi in città, in una Milano che dice di amare la bici, ma nel concreto è ancora lontana anni luce da una qualsiasi realtà civile del Nord Europa; muoversi in città in bici è possibile, ma richiede attenzione e bisogna sapere come comportarsi nella giungla del traffico.

L’entusiasmo dei bambini, i sorrisi che rifioriscono, occhi pieni di gioia: sono aspetti di una sana abitudine che dovrebbe convincere chiunque a cambiare stile di vita, cominciando dalle piccole cose. Ne vale la pena.

Esiste un gruppo su Facebook, molto attivo: https://www.facebook.com/inbiciascuola

Questo è il video di una mini Critical mass, a Milano. Occorre precisare che l’obiettivo dell’iniziativa “A scuola in bici” non è ostacolare il traffico automobilistico, né organizzare cortei ciclistici di “protesta”. Il fine dell’iniziativa è quello di rendere più sicuro (oltre che possibile) il tragitto in bici di genitori e figli. Facendolo in gruppo, però, è già un modo per sensibilizzare gli altri e dare l’esempio.

Siete partecipi, o conoscete altre iniziative simili, in altre città italiane? Parlatene con noi e condividete le esperienze con i lettori di cyclemagazine.eu. Scrivete a redazione@cyclemagazine.eu. Vorremmo poter dedicare più spazio a queste iniziative e, se ci fossero i riscontri che ci auguriamo, perché non far partire un bel blog dedicato a chi va a scuola in bici?

2 Responses

  1. simone

    La mia esperienza, molto indicativa e purtroppo negativa. Sono insegnante in un liceo di Vicenza. Ogni anno cerco di organizzare una gita scolastica che preveda l’utilizzo id biciclette, da noleggiare in loco. Ogni anno devo lasciar perdere l’idea perchè in ogni classe ci sono sempre un paio di studenti che non sanno andare in bici. Esatto, avete capito bene. Non sanno andare in bici. Sono riuscito una volta sola, l’anno scorso. La studentessa che non sa pedalare è rimasta a casa, ma in compenso ho avuto moltissime difficoltà poste soprattutto dalla dirigenza, la quale considerava troppo pericoloso e sconveniente l’atto in sè. Alla fine ce l’abbiamo fatta, e in questo link del giornalino on line della scuola si racconta l’esperienza. http://pigazzetta.blogspot.it/2013/06/scuola-una-lezionepedalando-verso-il.html

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