dscn3857

Sento il dolce desiderio di affidare per l’ennesima volta il mio destino ai pedali della compagna di sempre: la bicicletta.
In bicicletta i bisogni si riducono al minimo e la possibilità di realizzarli aumenta.
Ho un’insaziabile fame di volti nuovi, ma anche di profumi da scoprire, diversi dai miei e dai vostri. E, per questo, parto. O riparto. Ho paura, ma anche  fiducia in un destino migliore. Ed è al destino che affido la vita di dopo, quella che non conosco e che son certo che arriverà.
Quanto possa durare questo viaggio in bicicletta non posso saperlo: lo vedrò un giorno dopo giorno. Parto con la terapia. Mi sposterò fra il Piemonte la Liguria e la Lombardia, resto in zona per via dei rapporti che ho instaurato e per via delle analisi del sangue che mi legano all’ospedale.
Parto alla ricerca di piccoli mondi sommersi da raccontare, terrò un diario che appena possibile metterò in rete. Nessuna fuga, nessun barbone, nessun disadattato:, questa è l’ennesima storia di un “cervello in fuga”.
Registro per l’ennesima volta la sconfitta dell’intero sistema.
Amerò le persone che incontro per due minuti o due ore, come se fosse per tutta la vita. E poi ripartirò. L’ho già scritto, sì, ho paura: la stessa che provo quando infilo la chiave nella toppa della serratura della mia casa. Ed è per questo che la abbandono e me ne vado.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.