di Massimo Poggio

…continua da: Massimo Poggio (2a parte) – La mia prima Eroica

Il sole del mattino è spuntato dalla collina. Il primo raggio è arrivato sui miei occhiali a goccia. La curva della lente ha deviato quel raggio che è arrivato dritto sulle mie palpebre ancora chiuse.
Ho spalancato gli occhi.
Ero ancora sulla sedia dove mi ero addormentato, le gambe allungate, le braccia lungo il corpo e la testa un po’ all’indietro trascinata dal peso dello zaino che stava ancora sulle spalle. Un sogno strano, di corridori, di campioni, di passione. Ora avevo più voglia che mai di partire e pedalare. Mi sentivo diverso anche se avevo il gusto balsamico della sambuca che girava ancora nella mia testa, nelle mie orecchie voci di tante persone diverse, due occhi dietro un paio di occhiali mi stavano fissando…

“Tutto bene…?”
“Eh?… Dove sono?… Ah già! La corsa eroica! Si, si tutto bene…”
“Io sono Giancarlo Brocci l’organizzatore della corsa se ha qualche problema può dire a me…”
“Brocci?… Giancarlo Brocci!… Io sono Massimo…”

Eroica 2012Ho lasciato in sospeso il nome Massimo. Il cognome era meglio non dirlo, non volevo che mi collegasse alla strana telefonata della sera prima.
“Ma va tutto bene? Sicuro…?”
“Certo! Perché? Va tutto benissimo!”
“E allora perché continui a stare in quella posizione, così scomoda, sulla sedia? Con la testa all’indietro? Per parlarti devo stare anch’io tutto storto! Tirati su! Dai che è tardi! Fra un po’ si chiude le partenze!… Sei qui per la corsa, non è vero?”
“Si! La corsa!… Io la faccio in mountain bike…! Aspetta che mi alzo…”

Io volevo tirarmi su, ma il peso dello zaino mi teneva incollato alla sedia.
“Porca miseria! Non mi sembrava così pesante quando sono arrivato al bar! Non ricordo di averlo caricato a questa maniera!…”
“Aiutami ad alzarmi, Giancarlo, che non ci riescoo… Grazie!

“L’ importante è la passione!… Senza passione non si va da nessuna parte… Da’ retta ammé! Ciao e buona corsa!”
“Non si va da nessuna parte! Ciao Giancarlo!”
Un sorriso grande come tutto il mondo si è spalancato dentro di me. Le mie mani sorridevano, la mia testa sorrideva, le mie gambe sorridevano, gli occhi, il naso, la bocca, tutto sorrideva.
Aveva ragione, senza passione non si va da nessuna parte! E io ce l’avevo!
Ero pronto alla mia prima Eroica.

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