Uno dei grandi parcheggi di bici, nel centro di Lovanio

Uno dei grandi parcheggi di bici, nel centro di Lovanio

Di Lorenzo Franzetti

Ciclì ciclì e Lovanio è sempre in movimento. Ruote che girano, anche se arrugginite. Pedali che non si fermano, le bici di Lovanio, in fiammingo Leuven, sono le più magre del Belgio: nel senso che non vedono un filo di grasso ormai da tempo. E neppure l’olio. Ma non smettono di girare. Centomila abitanti, uno più uno meno, di cui almeno quarantamila studenti: 40.000, ma forse sono di più. “Credo che Leuven sia la città più giovane d’Europa – conferma Nancy, responsabile dell’ufficio turistico cittadino -. La percentuale di studenti è più elevata che a Oxford e a Cambridge. Volti puliti, qualche brufolo, occhi da ragazzini che non si fermano mai: “Macché motorino, la bici basta e avanza”, ci tiene a sottolineare il giovane Tom che lavora in una ciclofficina nel centro della città: in un sotterraneo, all’ingresso di un parcheggio enorme, gestito da una società privata. Parcheggio di biciclette: gratuito di giorno, a pagamento la notte. Sferragliano i ragazzini, nella ciclofficina, martellano, svitano e riavvitano: per rimettere in strada vecchi cancelli. Che ripartono, naturalmente cigolando.

leuven

Bici che cigolano, ma vive più che mai: “Lovanio, secondo me, è una città assolutamente antiautomobile – confida Peter, che fa la guida turistica, naturalmente in bicicletta-. Nel senso che non è proprio pensata per le automobili: è molto complicato girare a motore, in città. Ma non è un dramma, qui si va in bici: dove si può, si fa e basta”.

Sotterraneo a perdita d'occhio, che a Lovanio offre riparo a 5.000 bici

Sotterraneo a perdita d’occhio, che a Lovanio offre riparo a 5.000 bici

Il centro storico è facile da girare: “In un diametro di poco più di due chilometri, c’è tutto il centro”, conferma Nancy dell’ufficio turistico. E così, il terreno è tutto per la bici: che domina, invade, pervade. Bici come formiche, quasi come in Cina: il centro dove quasi tutte convergono, soprattutto le bici cigolanti, è la stazione dei treni. Il Fietspunkt è quasi una cattedrale dei rottami semoventi: è un parcheggio, anch’esso sotterraneo di oltre cinquemila biciclette, gestito dal comune. Compreso il noleggio e il bike sharing, che funzionano solo per i turisti. Perché in città, tutti possiedono almeno una bici: o qualcosa di simile.

Ma bici nuove? A Lovanio esistono? Sì, nella vetrina di Franz, in pieno centro città: “Ci sto provando da tre anni, ma che ci posso fare? Qui in città ci sono oltre 40.000 studenti e nessuno si compra la bici nuova. Vengono tutti a chiedermi bici di seconda mano, ma io ho deciso di non tenerle e di proporre qualcosa di nuovo”.

L'unico negozio di bici fashion, nel centro storico di Lovanio, sta per chiudere

L’unico negozio di bici fashion, nel centro storico di Lovanio, sta per chiudere

Tipo? “Bici che non passano inosservate, non per agonisti o cicloamatori, ma per gente che vuole qualcosa di elegante o bizzarro: che vede la bici come un abito di moda. E, allora? Ho scelto due marchi: uno americano (Electra, ndr) e uno italiano (Abici, ndr)”.

Risultato? “Che i miei clienti vengono tutti da fuori città: da Bruxelles e persino dall’Olanda. E quindi, a fine anno chiudo e mi sposto. Via da Lovanio, qui gli affitti costano caro, se sei in centro”. E, nel frattempo, dalla vetrina di Franz si scorgono gonnelline svolazzanti su bici che ispirano fantasie di ogni tipo: ragazze su bici rumorose, bici anch’esse che non passano inosservate. Ma, a differenza di quelle di Franz, scatenano tempeste ormonali tra i tanti studenti che le inseguono: ovviamente cigolando.

In pieno centro, si pubblicizza un marchio italiano

In pieno centro, si pubblicizza un marchio italiano

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