Buonconvento (foto di Jur Luparelli)

Buonconvento (foto di Jur Luparelli)

Sono abituata a scrivere di vino, quello che questa terra generosa – la mia Toscana – sempre ci regala. Oggi però dovrò parlare di acqua, troppa acqua, quella che diventa cattiva e non serve più a bagnare le vigne. L’acqua che fa male e che distrugge.

Foto di Juri Luparelli

Foto di Juri Luparelli

Foto di Mattia Maenza

Foto di Mattia Maenza

 

Un morto, più di cento evacuati, intere strade franate, borghi antichi sommersi e popolazioni che svuotano fango e melma dai sottoscala e dai garage. Che vanno in cantina per pulire il fango dalle bottiglie di vino e non per prenderlo per festeggiare le domeniche in famiglia.

Questo è il drammatico bollettino della Toscana di questi giorni, in particolare della Provincia di Siena, colpita dalle piogge torrenziali che hanno fatto esondare  fiumi e torrenti, come l’Arbia e l’Ombrone, e che hanno portato ad una situazione critica.

Sono le strade che meno di un mese fa hanno ospitato L’Eroica, ora sotto scacco dell’acqua, divelte, distrutte, come la gente che ci vive. Ore drammatiche soprattutto nei borghi di Buonconvento, Monteroni ed Asciano: ci abbiamo appena pedalato, adesso la Protezione Civile interviene con i gommoni. La via Cassia è stata interrotta tra Monteroni d’Arbia e Buonconvento e qui, in seguito all’esondazione dell’Ombrone numerose famiglie sono state evacuate, si parla di 100 persone nel solo borgo di Buonconvento.

I nostri territori sono fragili e gli equilibri che distinguono un evento atmosferico da una calamità naturale lo sono ancora di più. Finché non cominceremo a rispettare la natura e quello che abbiamo, facendo anche opere di prevenzione e messa in sicurezza, queste saranno le crudeli conseguenze.

Foto di Marco Bari

Foto di Marco Bari

Vittorio D’Oriano, geologo toscano, ha dichiarato che «I geologi italiani, grazie anche ad uno specifico protocollo di intesa con il dipartimento della protezione civile nazionale in varie regioni Italiane hanno attivato un servizio di monitoraggio che si avvia in caso di previsioni meteo sfavorevoli e tende principalmente ad evitare il ripetersi di morti assurde attraverso un presidio geologico territoriale durante il periodo dell’allerta. La Toscana non è fra queste regioni. La difesa del suolo non si improvvisa, né tanto meno potranno trovare soluzione gli immensi problemi di governo del territorio lasciando tutto o quasi all’improvvisazione».

Non possiamo che fare sue queste parole. Sperando di tornare presto su quelle strade, di nuovo a pedali.

Una risposta

  1. stefano

    Qui da noi ha straripato come al solito il piccolo torrente Egola; strade chiuse per qualche ora e tanta acqua nelle cantine. La causa è semplicemente la totale assenza di cura e lo sporco abbondante in una conca che dovrebbe convogliare acqua e che invece ha una vegetazione tipo foresta equatoriale che frena il corso del torrente. Sembra che sia più facile chiudere una strada ogni volta che piove anzichè pulire il letto del torrente quando è semi-asciutto

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