Foto archivio cycle

Foto archivio cycle

È stata una lunga giornata, una lunga settimana, manchiamo da casa dalla mattina; i bambini sono stanchi, i capricci sono tanti, fa caldo, le bretelle del seggiolino stringono, ho fame ho sete ho…tutto quello che serve per chiudere con fatica ed urla la serata. Ma è una bella serata, decidiamo di passarla ancora fuori. Temiamo il ritorno a casa, ragioniamo su cosa c’è nei paraggi. Il tamtam che c’è stato a scuola e su Facebook: un bike festival, in città, a Napoli. Vien proprio voglia di andarci. Ma non ho una bici, non pedalo da tempo immemore. Però Marcello ce l’ha con sé. È nel portabagagli ed attende solo di essere usata. Ci facciamo un giro. L’approccio è positivo: un bel parco, tante attività per far giocare i bambini, gare, stand che ti fanno provare tutti i modelli di bici esistenti. Marta va con la mamma a provare il servizio di car-sharing. Marcello ed io andiamo a giocare un poco con la bici. Si guarda intorno e vede sfrecciare e saltare biciclette, biciclette giganti e biciclette che giocano con una mazza e una pallina, biciclette con una ruota sola.

Questo racconto è un'esperienza vissuta un mese fa, al Napoli bike festival

Questo racconto è un’esperienza vissuta un mese fa, al Napoli bike festival

«Che dici? Proviamo senza rotelle?»

Mi guarda, si guarda intorno, tituba, mi guarda: «Mi tieni?». Avanti indietro avanti indietro: «Posiziona bene i piedi!». Lo sostengo dal sellino a volte lo lascio, si gira mi guarda incredulo, fiero e con gli occhi sgranati: «Sto andando da solo papà!» Ed io, altrettanto incredulo, fiero e con gli occhi sgranati che gli dico: «Guarda avanti!».

Incrociamo Marta con la mamma: «Mamma guarda!», si gira ancora più fiero…crash! È meravigliosa la tenacia che Marcello ci mette nel ripetere e ripetere un gesto che gli riesce naturale: pedalare. Rientriamo a casa, ci strappa la promessa di ritornare il giorno dopo al “banki” festival come lo chiama lui. Torniamo il pomeriggio successivo, con qualche esitazione e dopo ripetuti incoraggiamenti, quasi incredulo su ciò che era avvenuto la sera prima, riprende a pedalare: anzi, un po’ troppo. Si lancia a tutta velocità in discesa senza frenare sotto il mio sguardo attonito.

«Papà, è stato bellissimo!» Non finisce mai, pedala, cade e si rialza. Prova addirittura a giocare al bike polo, è sfinito. È felice, sono felice. Passa Davide, un amico, che mi invita a provare una bici a scatto fisso. Marcello assiste alla mia prova…

«Papà, pedali anche tu?»

Come se fosse qualcosa di inconcepibile da attribuirmi nella sua immagine del papà. Scatta qualcosa in me che non riconosco. La giornata finisce stappandoci l’ennesima promessa di una bici nuova, non ha tutti i torti, quella che ha è decisamente troppo piccola per lui.

Togliere le rotelle è una di quelle cose che difficilmente si dimentica. Un piccolo grande traguardo, un assaggio di libertà, indimenticabile per tutta la vita. Non pensate che ci sia bisogno chissà di quale tecnica. Una buona dose di entusiasmo ed il contesto favorevole sono decisamente sufficienti: Marcello docet.

Un ringraziamento, doveroso, a papà Dario, che ci ha raccontato questa storia.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.