di Guido P. Rubino (foto GR)

Dentro l’Eroica, fuori la pioggia. Dentro il calore, fuori l’umido e il buio. È la cena degli eroici l’appuntamento ormai classico per chi partecipa all’evento di Gaiole in Chianti la prima domenica di ottobre.

Tommy Prim e Silvano Contini sul palco presentati da Claudio Marinangeli, presidente della Fondazione Eroica

Tommy Prim e Silvano Contini sul palco presentati da Claudio Marinangeli, presidente della Fondazione Eroica

La cena è il momento ufficiale. Dopo esservi visti più o meno per caso, incrociati, salutati e cercati, è il momento in cui ci si siede tutti allo stesso tavolo. O quasi. Sì perché la cena degli eroici è enorme. C’è pure un palco dove gli organizzatori infaticabili si danno da fare a presentare e proporre. Giovani campioni e vecchie glorie. Da Silvano Contini a Tommy Prim, da Giuseppe Guerini ad Erik Zabel. Tutti rigorosamente in maglia eroica. A costo di ripescare quella da junior. Poi gli eroici storici, “il” Marinangeli e “il” Brocci che in questi giorni contano più di Michele Pescini, il sindaco di Gaiole in Chianti che pure gioca un ruolo fondamentale per la riuscita della manifestazione. Magari mettendo una buona parola coi vigili urbani per avere un po’ di pazienza con questo fiume di ciclisti che arriva da ogni parte del mondo.

Erik Zabel

Erik Zabel

La cena degli eroici è eroica e poco ciclistica. Non sarà d’atleta ma certo è genuina: ribollita, ragù, fagioli, porchetta e poi vin santo. Volete il bis? C’è anche quello per chi domani vuole calorie supplementari da spendere.

Il Chianti scorre abbondante, manco fosse vacanza. Sarà festa però e si pedalerà pure, in qualche modo.

Livio Iacovella, addetto stampa de L'Eroica. Parte del successo è anche dovuto alla sua professionalità. Se è arrivato anche il Tg1...

Livio Iacovella, addetto stampa de L’Eroica. Parte del successo è anche dovuto alla sua professionalità. Se è arrivato anche il Tg1…

Scappano via gli eroici delle cinque di mattina. Gli altri restano un po’ di più. L’ultima occhiata al cielo e poi il rito del numero sulla maglia. Con le spille da balia. Ma non preoccupatevi. Non c’è destra o sinistra, per sistemare il numero, da rispettare. Non ci sarà un ordine d’arrivo, ma solo un foglio di viaggio da timbrare e un ricordo da stamparsi dentro.

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