Ventotto anni fa alle 9,30 nel quartiere collinare del Vomero a Napoli, veniva ucciso Giancarlo Siani, assassinato a 26 anni da sicari della camorra. Giancarlo era un giornalista del quotidiano “Il Mattino”. Giancarlo cercava le notizie, camminava per le strade, ascoltava e osservava il mondo con la naturalezza dei suoi vent’anni, con gli occhi di chi il mondo lo vuole scoprire. E poi scriveva, ma quelle pagine intrise di passione e di forza raccontavano verità che solo perché vere e reali erano troppo scomode. Giancarlo non pedalava, preferiva camminare, ne consumava di scarpe.

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I ciclisti napoletani hanno scortato la Mehari di Giancarlo Siani in occasione della commemorazione del giornalista assassinato dalla camorra

I ciclisti napoletani hanno scortato la Mehari di Giancarlo Siani in occasione della commemorazione del giornalista assassinato dalla camorra

Ventotto anni dopo la sua scomparsa l’hanno fatto per lui diverse realtà ciclistiche napoletane, che hanno promosso una pedalata insieme alla sua Mehari. Ma cosa lega la bicicletta alla storia di Giancarlo? La bici indaga, scopre, investiga, pedalando si conosce il territorio, lo si monitora, se ne registrano i cambiamenti. Puoi ad esempio partire della Sanità, entrare nei suoi vicoli, sentire gli odori che provengono dalle case riconoscere le spezie orientali, ed accorgerti dei tanti strilankesi che vivono nel cuore di Napoli, piuttosto che scovare e segnalare illeciti ambientali, che non vengono visti da chi invece dovrebbe intervenire sino a rendersi conto pedalando nella periferia ad est di Napoli, tra raffinerie e depositi di carburanti, di quanto sia malsana l’aria che li si respira ed incredibile quello che si è riuscito a costruire. In bici si fa inchiesta sociale, si creano relazioni, si accorciano le distanze, si presidia il territorio.

La bici è per persone curiose, che non si accontentano della verità che altri raccontano. Mettere insieme indizi, costruire una tesi e validarla, questo è quello che faceva Giancarlo, riempendo il suo taccuino di note ed appunti. Questo è quello che oggi tanti ciclisti mediattivisti fanno scattando da un punto all’altro con le proprie bici.

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La memoria è un ingranaggio collettivo ed in questi giorni al PAN (Palazzo delle Arti di Napoli) anche gli ingranaggi delle bici sono protagonisti. La bici sale in cattedra e si presenta un’opportunità per i tanti giovani delle scuole della provincia di Napoli di partecipare al progetto “La bici strumento di legalità”, un percorso di educazione e di accompagnamento alla scoperta della bicicletta quale mezzo per cominciare a cambiare il volto di questa città. Per informazioni sul progetto “La bici strumento di legalità” scrivere a info@napolibikefestival.it link a IL MATTINO http://www.ilmattino.it/NAPOLI/CRONACA/mehari-auto-giancarlo-siani-napoli-mattino/notizie/331474.shtml Link a realtà ciclistiche napoletane http://www.inviaggioconlamehari.it/bici-la-mehari/ link alla parola PAN http://www.inviaggioconlamehari.it/appuntamenti-al-pan-venerdi-4-ottobre/

Il giovane giornalista de Il Mattino fu ucciso a Napoli il 23 settembre 1985

Il giovane giornalista de Il Mattino fu ucciso a Napoli il 23 settembre 1985

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