di Gino Cervi

Lui non lo dice, ma è il protagonista di una piccola rivoluzione. E non solo perché, come racconta in questo piccolo video, è un esempio pedalante di come con la bici ci si possa riappropriare di tempi e di spazi che ci sono stati sottratti ed poco per volta erosi della nostra assuefazione al brutto. Ma perché riporta allo spirito originario la gloriosa istituzione per la quale lavora.

Jacopo Zurlo è ricercatore del Centro Studi del Touring Club Italiano, che 120 anni fa (1894 anno di fondazione), quando nacque, si chiamava Touring Club Ciclistico Italiano. Poi la modernità gli ha portato via una C, quella Ciclistica. E per decenni e decenni, voltando le spalle al venerabile fondatore Luigi Vittorio Bertarelli, cultore del viaggio e del paesaggio, che diceva, più o meno, che andare in macchina era un po’ da ciula, il Touring ha aperto la portiera dell’auto, si è accomodato sul sedile, si è impigrito, è ingrassato, ha il colesterolo a palla e digerisce male.

Jacopo Zurlo, esempio di rivoluzione ciclopendolare e pedalatore pensante (questo il suo blog: www.ciclopendolo.com),  è la giusta terapia per Corso Italia 10. Speriamo che si accorgano di avere il rimedio in casa.

Jacopo Zurlo in versione cicloturista (da www.ciclopendolo.com)

Jacopo Zurlo in versione cicloturista (da www.ciclopendolo.com)

Una risposta

  1. ptag

    Gino, non posso che unirmi al tuo grido di dolore per come il Touring ha tradito nel tempo la bici e, nonostante le ripetute solleitaizoni, ancora esiti, nella celebrazione dei suoi (speriamo primi) 120 anni, a ritornare con decisione in sella. speravo che la Carovana che ha visto nascere anche la nostra amiciczia, vedesse rinascere lo spirito che animava il Bertarelli. Ma non è successo. Intanto, per fortuna, nel mondo il bici-pensiero cresce. THINKBIKE!

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