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C’è chi in bici ci va per sopravanzare gli altri, chi per sfidare il tempo. Chi invece la usa per andare al lavoro o più semplicemente per cercare un momento di svago. Ma c’è anche chi con la bici, o meglio grazie alla bici, gira il mondo e al tempo stesso si guadagna da vivere. Magari alternando la sella alla guida di un furgone col quale accompagnare cicloturisti lungo le loro escursioni.

©AlbertoSarrantonio_Jacopo (2)Jacopo,  “Jay” per gli amici, è un ragazzone dagli occhi buoni nel mezzo dei suoi vent’anni. È “romano de Roma” ma passa più tempo in Toscana che all’ombra del Colosseo. Fa la guida per la Butterfield & Robinson, società canadese specializzata nell’organizzazione di viaggi in bici e a piedi in giro per il mondo. E la Toscana con i suoi percorsi gentili ed ondulati è una delle mete più richieste dai clienti di B&R.

Ogni mattina, quando è  in servizio, Jacopo scarica le bici dal furgone e le prepara per farle trovare pronte ai clienti. Monta i pedali, controlla il serraggio di manubri e selle, verifica la pressione degli penumatici e riempie le borracce. Tutto deve essere pronto, massima attenzione ad ogni minimo particolare. Non è un lavoro facile il suo. I clienti a volte possono essere molto esigenti e non sempre c’è il tempo che ci vorrebbe per fare tutto quanto si ha da fare. Soprattutto quando la giornata è finita e bisogna effettuare tutte le operazioni del mattino in ordine inverso prima di caricare le bici sul furgone entro sera. Sempre con la stessa attenzione e precisione nonostante una giornata piena di lavoro sul groppone.

©AlbertoSarrantonio_Jacopo (3)“Serenity. Courage, Wisdom” – serenità, coraggio e saggezza – recita il tatuaggio che Jay ha sul bicipite del braccio destro. Lo abbiamo conosciuto questa estate e siamo rimasti colpiti dalla sua filosofia di vita. Non soltanto inchiostro sotto la pelle ma vero e proprio approccio personale alla vita. E ciò ci ha spinto a volerlo conoscere meglio, questo ragazzo che ti parla mescolando le lingue alternando slang da madrelingua inglese con cadenze più tipicamente romane. Ti rendi subito conto che è uno che ha girato il mondo.

Jacopo è arrivato alla bici per caso. Dopo la scuola – come egli stesso ci racconta – “non avevo idea di cosa fare ma non me ne sono mai preoccupato”. Solo una cosa è sempre stata chiara a Jay, “voler imparare le lingue e girare il mondo”. E questa sua sete di conoscenza lo ha portato in luoghi lontani con il desiderio di esplorare e sognare. Kenya, India, Tailandia, Cambogia, Australia, e Nuova Zelanda. Posti remoti, lontano dalle comodità quotidiane, senza una meta precisa né obiettivi a lungo termine, accompagnato dalla curiosità di visitare posti nuovi, abbracciare nuove culture.

©AlbertoSarrantonio_Jacopo (4)In Nuova Zelanda Jacopo decide di fare un viaggio in bicicletta di 3 mesi nel Fiordland, il più grande parco nazionale dello stato oceanico che deve il suo nome alla presenza di vallate profonde tra laghi e cascate che ricordano proprio i fiordi scandinavi. Ed è durante questo viaggio che incontra una persona che, in un certo senso, ha cambiato la sua vita. Almeno quella attuale. Chris fa la guida per la B&R. L’incontro è casuale, c’è da trascinare un kayak a riva e Jay aiuta Chris. Da lì inizia uno scambio di esperienze e vite vissute, di sogni e desideri. Jacopo racconta a Chris di come gli piacerebbe mettersi in gioco nel campo del turismo, magari in proprio, anche se non ha esperienza diretta nel settore. Ed è allora che Chris gli suggerisce di dare un’occhiata al sito di B&R e di mandare un CV. E da quel momento tutto ha inizio. Dopo un periodo iniziale di training Jay diventa una delle guide di B&R. E la bici un punto di riferimento delle sue giornate.

Abbiamo chiesto a Jacopo cosa rappresenti per lui la bicicletta, lui che la bici l’ha incontrata x caso. “Un cavallo che non va addestrato” – ci dice – “la compagna di viaggio che ti segue ovunque vai”, “la mia casa mobile”, “la sicurezza di poter andare ovunque quando si vuole”. La bici per lui è libertà. Libertà di visitare il mondo un po’ più velocemente che a piedi. Quella libertà che Jay ha conquistato avverando il suo sogno e si tiene stretta, condividendola però con le persone che incontra lungo il suo cammino. Un po’ come ha fatto con noi.

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