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Sono convinto che il ricordo della tappa di montagna del giro d’Italia del 2009 sia ancora vivo, nella mente e negli occhi di chi lo segui in tv o lo vide assiepato lungo i 10 km della salita con pendenza dell’8% media, che parte da Ercolano e porta su al gran cono. Una volta su si è a circa 1000 m s.l.d.m. Si fatica un po’, sull’asfalto ci sono ancora le scritte fatte dagli appassionati del giro quattro anni fa. Alcune ti incoraggiano, altre ti deridono, ti canzonano, ma tu se insisti ce la fai ed arrivi su. La soddisfazione è infinita. Ve lo dice uno che l’ha fatta.

Se al tuo orizzonte, si vede lui il Vesuvio e ti piace pedalare primo o poi la scintilla scatta, l’attrazione è fatale. La salita è stupenda, le opere d’arte in pietra lavica ti accompagnano e ti fanno compagnia. La salita è proprio il paradiso per chi ama la bici da strada. Una volta su poi dopo tanto faticare c’è la discesa e qui si apre un mondo per chi ama l’off road ed il down hill ed allora spazio alle mountain bike.

Puoi prendere uno dei tanti sentieri e ti trovi immerso in una natura bellissima, sembra quasi impossibile che a pochi chilometri da casa ci sia una vera oasi di pace e divertimento. In effetti il parco nazionale del Vesuvio è un vero miracolo ecologico, che resiste alla cementificazione selvaggia dei paesi che circondano le pendici del Vulcano. Peccato che nonostante questo qualcuno nel 2010 decise di fare una discarica a Terzigno (comune nel perimetro del Parco), ma questa è altra storia.

Ritornando ai nostri sentieri sono veramente spettacolari per i panorami che sanno offrire verso il mare e verso il cono, ed offrono numerosi motivi di interesse geologico, vulcanologico e naturalistico. Si possono ad esempio osservare alcune specie vegetali che crescono solo sul Vesuvio, come il lichene Stereocaulon vesuvianum, che ricopre le lave più giovani di un manto argentato, e che velocizza il processo di insediamento di altre specie come le ginestre, che profumano e colorano di giallo il Vesuvio in primavera. Oppure ci si può imbattere in grotte vulcaniche ed ammirare le suggestive formazioni di lava a corda, che sembrano scolpite da un abile artista. Con la soddisfazione negli occhi, sono Silvio Imbò e Salvatore Viglietti, esperti bikers e trascinatori del gruppo dei Carbonari Bikers che mi raccontano questo. Li incalzo e loro si aprono, allora senti Luca ci sono dei sentieri poi che hanno il fondo in brecciolino vesuviano, una ghiaietta vulcanica nera, leggera, con la compattezza tipica della neve fresca: andando in bici sembrerà quasi di sciare, e di fare lo slalom tra i cespugli di ginestra. Ci sono poi tratti tecnici, con rocce appuntite e radici affioranti; delle vere e proprie piste ricoperti di morbidi aghi di pino, dei sentieri in forte pendenza ricoperti di sabbia che aiuta anche ad attutire le cadute, se dovesse capitare.

Ad onor del vero anche a piedi sua maestà il Vesuvio merita, c’è tra gli altri l’Associazione Free Spirits on Tour che ne organizza di passeggiate carine, la prossima domenica 20 Ottobre. Conoscono anche i posti giusti dove trovare dei porcini splendidi, ma non ve lo diranno mai. Io sarò con loro, voi se non ce la fate, lavorate d’immaginazione, magari guardando Mater Natura, un bel film del 2005 che vi fa ammirare il Vesuvio in tutta la sua grandezza. E poi correte qui, ed approfittate della sua calma.

p.s. Per effettuare escursioni in mountainbike (ma anche,di trekking) è necessario munirsi di permesso rilasciato dall’ente parco Vesuvio. I carbonari bikers di Napoli (www.carbonaribikers.com) organizzano con regolarità escursioni sul vulcano (e non solo) a titolo gratuito ed hanno contribuito a promuovere l’uso escursionistico delle ruote grasse in campania. I percorsi delle loro escursioni (numerosissime quelle,sul Vesuvio) sono liberamente consultabili sul loro sito dove è anche possibile scaricare le tracce GPS.

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