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Gian Paolo Grossi (foto gpr)

Colosseo, Circo Massimo e Terme di Caracalla non le avevano mai viste tante bici tutte insieme. Ciclisti un po’ gladiatori, ma in questa occasione la loro battaglia l’hanno già vinta: Roma è tutta per loro. E la Granfondo Campagnolo Roma è già un ricordo piacevole per chi c’era. Una seconda edizione riuscita bene nel complesso.

Sono i numeri a testimoniarne il successo, seppur lievemente inferiori a quelli dello scorso anno a causa del costo d’iscrizione non proprio a buon mercato: circa 5.200 partenti distribuiti sui percorsi da 57 (definita pedalata ecologica non competitiva) e 105 chilometri, quest’ultimo comprendente oltre all’ascesa di Castel Gandolfo, le salite impegnative di Rocca di Papa e Rocca Priora.

Il tratto finale sull’Appia Antica, come il Giro del Lazio che fu ed è ancora, ma quella è roba da pro’. Qui amatori e amanti della bicicletta in un silenzio assordante rotto solo dal respiro affannato e dallo scuotersi delle biciclette.

2198_KOLIM_00682Il percorso più lungo, quello di 162 chilometri, invece, è stato annullato alla vigilia. Niente percorso verso Velletri, Colleferro, Valmontone e Palestrina. Il problema del traffico e della chiusura delle strade ha avuto il sopravvento, soprattutto andando verso gli orari di punta della giornata.

Roma è un cuore che batte a ritmi forsennati e per ora può bastare lo strabordante entusiasmo riscontrato, in attesa di una cultura sui pedali che va costantemente sensibilizzata e che prima o poi arriverà. Curiosa la partenza con lo speaker che invita l’immensa griglia di partenza a far sentire la propria voce e lo fa con un conto alla rovescia che viene ingannato dallo spegnersi del semaforo. Per un attimo i ciclisti si sono dimenticati di non avere il motore e quando un gigante di quelle dimensioni si mette in moto contenerlo diventa impossibile. La brava Barbara Pedrotti, col microfono in mano, ci resta malissimo (“ma questi sono pazzi…” esclama in un misto di stupore e ammirazione).

2198_STRG_00064La seconda edizione della Granfondo di Roma è più matura, rispetto a un anno fa è migliorato il controllo di sicurezza del tracciato, con centinaia di volontari a presidiare gli incroci, il villaggio allestito a supportare l’evento è stato aperto addirittura dal giovedi, con eventi collaterali tra cui lezioni di yoga, spinning (c’era anche Eros Poli nella lezione che simulava il Mont Ventoux da lui domato nel 1994), stand espositivi e un’area bambini con gimkane e maestri a disposizione. C’era anche il test del capello, tanto per parlare di etica con fatti concreti nella campagna promossa dall’ex pro Maurizio Marchetti.

2198_IMPTJ_00088Al fascino di Roma è difficile dire di no e tra i partenti abbiamo riconosicuto Alex Zanardi, il presidente del Coni Malagò e persino Giancarlo Fisichella. Poi Davide Cassani, Matteo Marzotto e il vincitore delle maglia azzurra al Giro 2013, Stefano Pirazzi. Nel futuro di Roma c’è un lieve allungamento del tracciato, da portare almeno alla distanza di 130 chilometri ed un ulteriore potenziamento del percorso urbano. I margini di miglioramento ci sono. Roma sta muovendo i primi passi in questa esperienza a pedali. Ma le potenzialità sono enormi. Sarebbe un peccato non coglierle.

 

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