di Guido P. Rubino (foto GR e Stefania Pianigiani)

Eroica 2013. Edizione numero 17 baciata dalla fortuna. Lo speri appena apri la finestra che è ancora notte. Non c’è il rumore della pioggia ed è già qualcosa, guardi in su e addirittura trovi le stelle. Sembra impossibile dopo essere andati a dormire che il cielo era un fiume in piena. La mantellina è lì, appoggiata alla bici come dotazione d’ordinanza. Entrerà sicuramente in tasca ma stavolta non servirà, nemmeno alla partenza visto che la temperatura è mite. Va be’, magari l’acqua si prende, ci sarà il fango, ma almeno non si batteranno i denti al via. Va bene così, va bene comunque: si chiama Eroica e chi si tira indietro? Hai vinto un sorteggio, hai perso il sonno alla versione della 36 ore, ti sei goduto l’Eroica Sud, ci mancherebbe che ora non parti. La pioggia? Ieri sul gruppo Facebook dell’Eroica girava quella foto di Cadel Evans su queste strade sotto il diluvio. Un viso colore strade bianche, color del fango.
Come fai a tirarti indietro?

Si parte. Un fiume di lucine la mattina presto, quel rumore del ferro che nelle corse moderne si è dimenticato e scoprire strada facendo, che questa Eroica forse non sarà poi così male come meteo. Alla faccia del 17.
Salite e discese si scoprono inaspettatamente con fondo quasi perfetto. Niente polvere, roba da perdonare anche le auto imbucate sul percorso. Niente ruote che affondano: s’è compattata anche la sabbia con l’acqua fatta fino a poche ore fa.
Nella prima discesa, quella di Brolio, sul far del giorno qualcuno ha perso un tacchetto freno. Un gruppetto di ciclisti fermo più avanti: “ehi, di chi è?” Rispondono con una battuta: “tranquillo, tanto lo vedrai in discesa di chi è…”

IMG_4934Su e giù, tra foto e incitamenti tra partecipanti. Quanti stranieri, davvero: uno su tre oggi non è italiano, molti orientali pure. Sarà un effetto dell’Eroica Japan? Ma intanto già si pensa all’Eroica Britannia del 22 giugno prossimo. E se ci andassimo? Sì, ma quanto si paga per il trasporto bici?. Si pedala e si sogna e si progetta. Le biciclette restano pulite strada facendo. C’è chi si ferma ad aggiustare, forature, qualche catena spezzata. Un mozzo andato e l’assistenza meccanica che non si ferma un attimo. Interventi e consulenze al volo e poi di nuovo in sella.

Facce che si fanno più stanche, chi gioca con costumi improbabili o affascinanti. Chi sfoggia tatuaggi incredibili: “Ma è una serie sterzo quella che hai sul polpaccio?”

IMG_4882“Sì, faccio il meccanico e non mi ricordo mai la giusta sequenza per montare i pezzi…”

Rifornimenti che arrivano e passano via, di quelli buoni e a mangiare pane e Nutella pare quasi brutto di fronte al pane con vino e zucchero “come faceva la mi’ nonna”. Man mano che i percorsi si allungano l’abbigliamento diventa più “serio”, chi deve fare tanti chilometri non può concedersi troppo, deve stare in sella tante ore e mica puoi metterti una gonna larga o i pantaloni alla zuava. Diverse donne pure sul percorso più lungo. Quello dei 205, per ora, che dall’anno prossimo si prevedono sorprese (no, non chiedeteci altro adesso). Ma anche qui qualcuno con bici davvero d’annata. E allora c’è un applauso in più a Vagliagli se trovi uno con un cambio Regina Margherita (e tre rapporti e basta) che si appresta a fare gli ultimi 20 chilometri con la faccia di chi nelle gambe ne ha già 185.

Pacche sulle spalle, un abbraccio al volo, gli ultimi sguardi e si fa già sera. Ringraziamenti e complimenti, come quelli agli organizzatori che si fanno in quattro fino all’ultimo perché tutto possa funzionare al meglio, a costo di muoversi in prima persona a spostare, alzare, faticare. Recuperare una bicicletta al volo per chi è rimasto senza.

Per alcuni è il momento di accendere le luci. Per qualcun altro di mettere la bici in auto e salutare con l’ultimo sguardo che sa di una promessa.
Qui ci torno.

4 Responses

  1. Romina Bufano

    Bell’articolo davvero e belle foto! Per chi non ci sia mai stato è un invito a presenziare la prossima edizione….leggendo e guardando le foto per un attimo è sembrato di essere li’ e di respirare l’atmosfera di un evento appassionante anche per chi non sia dell’ambiente.Alla prossima Eroica!

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  2. Federico

    Salve,
    complimenti per l’articolo e le immagini,
    volevo appunto sapere come recuperare i file di alcune di esse….grazie

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  3. Guido Rubino

    Salve Federico, grazie per i complimenti. Le foto, solo per uso personale, possono essere scaricate dal sito così come sono. Essendo di proprietà di cyclemagazine.eu non possono essere cedute.
    Guido

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