citytechdi Gino Cervi, foto da www.citytech.eu

A Milano, la Fabbrica del Vapore di via Procaccini, vista Monumentale, è stata nei primi decenni del Novecento il posto dove si facevano – e si riparavano – i tram. Era la sede della Società Carminati Toselli, industria metalmeccanica “di materiale mobile e fisso per ferrovie, tramvie e affini”. Un posto quindi dove lavoro e mobilità sono sempre, o quasi, andati d’accordo. Si sa però che lavoro e mobilità, nelle città italiane, a Milano in particolare, da tempo hanno bisticciato, fino al punto da non capirsi più.

Alla Fabbrica del Vapore, che è da tempo diventata spazio polivalente del Comune di Milano in cui si ospitano spettacoli, rassegne cinematografiche, workshop e incontri culturali, lunedì 28 e martedì 29 ottobre si terrà la prima edizione di Citytech, una due giorni tutta dedicata al tema della mobilità nuova, per “Ripensare il paradigma della mobilità per le città del terzo millennio”.

Per sapere che cosa conterrà il grande spazio della Fabbrica del Vapore nei due giorni di Citytech abbiamo intervistato Barbara Covili, amministratore unico di ClickUtility on Earth srl, la società che organizza la manifestazione.

«Siamo arrivati a Citytech dopo sette edizioni di Mobilitytech, giornate di incontri e studi che mettevano in contatto le imprese del settore della mobilità con le amministrazioni pubbliche e nello stesso tempo costituivano una rassegna delle più recenti innovazioni tecnologiche relative ai sistemi di trasporto e per la mobilità nel suo significato più ampio. Ma da quest’anno abbiamo deciso di cambiare format e location, selezionando il filone della ciclabilità urbana. Il tema sta assumendo proporzioni sempre più rilevanti, a livello internazionale. E per la prima volta con dati che rivelano un’epocale cambio di tendenza. Nel 2012 il superamento del numero di biciclette vendute rispetto a quello delle automobili è senza dubbio un indice della crisi economica, ma non può essere ridotto esclusivamente a una questione di risparmio. Stanno cambiando i paradigmi.»

duomo citytech

In effetti, la dimensione economica è come sempre quella che fa, se non innescare, quantomeno accelerare determinati processi socio-culturali. Andare in bicicletta quindi non è più soltanto una risposta “sana e sostenibile”, ma è anche una via economica. Ma non può essere solo una questione di risparmio, no?

«No, non è solo la necessità di risparmiare a portare la gente in bicicletta. Esiste e ormai è consolidata in termini numerici e di profitto crescente un’economia che gira intorno alla bicicletta. Viene definita con un neologismo “sintetico”: Bikenomics. E ne parleremo in modo approfondito proprio in uno dei workshop in cui si articoleranno le due giornate di Citytech. Secondo un recente studio, l’uso della bicicletta nell’UE-27 sarebbe in grado di generare ogni anno benefici economici pari a 200 miliardi di euro. Altro dato sorprendente è il rapporto costi/benefici straordinario: 1 a 70. Dal momento che l’Italia è il primo produttore di biciclette in Europa, sarebbe sciocco non cominciare a guardare in faccia questa realtà.»

E di fronte al dato economico, sicuramente dovrebbe cambiare anche l’atteggiamento della pubblica amministrazione che finalmente possono vedere nel tema della ciclabilità un investimento e non solo un costo sociale. Come affronterete il rapporto con le istituzioni?

«Nella due giorni di Citytech, a parte la sessione istituzionale di apertura dei lavori, il lunedì mattina, abbiamo puntato moltissimo nel far dialogare pubblico e privato. E possiamo dire con certezza che attenzione e volontà all’interazione sono fortemente cresciute, e riguardano tutti gli attori dello scenario: le aziende che investono in nuove tecnologie, le associazioni di categoria e, ovviamente, l’amministrazione pubblica. Finalmente disposti ad andare nella stessa direzione: quella del bene comune di un nuova vivibilità delle nostre città.»

Altri temi sono affrontati nei workshop: quello delle funivie urbane, come sistema alternativo di mobilità “sospesa” a costi contenuti e ampia capacità di trasporto; e quello dei parcheggi cittadini a gestione digitale; una proposta per rendere più “attraente” l’offerta TPL, ovvero il Trasporto Pubblico Locale – il workshop s’intitola proprio “Sexy TPL” – ; le nuove frontiere del car-sharing ecc. Ma si può avere un preciso dettaglio di contenuti e relatori dal sito web di Citytech.

car sharing

«Abbiamo invece dedicato la serata del lunedì a un talk-show in cui ci si chiederà quale spazio sarà il futuro rapporto tra i bambini e la mobilità urbana, in uno scenario sempre più percepito come pericolo, e mai come opportunità di crescita e di educazione. Filippa Lagerback sarà la conduttrice di questa tavola rotonda, che vedrà coinvolti giornalisti e scrittori, urbanisti e amministratori, ricercatrici o semplicemente genitori ciclisti urbani.»

E Barbara Covili va in bicicletta in città?

«Confesso che sono più una camminatrice. E con la bicicletta a Milano ho scontato il mio battesimo del fuoco, litigando spesso con rotaie e pavé sconnesso. Resto dell’avviso che comunque è questa la strada da intraprendere: da un lato fare di tutto per sensibilizzare l’opinione pubblica, stimolare – come proprio stiamo facendo con Citytech – il confronto tra le parti e, non da ultimo, farsi un po’ di coraggio e tornare a “occupare” la città sottraendola alle auto.»

Domani, martedì 22 ottobre, alle ore 13, presso l’Urban Center della Galleria Vittorio Emanuele II, a Milano, si svolgerà la conferenza stampa di presentazione di Citytech. Insieme a Barbara Covili,  saranno presenti Pierfrancesco Maran, Assessore alla Mobilità, Ambiente, Metropolitane, Acqua pubblica, Energia Comune di Milano, e Carlo Tosti, Direttore Osservatorio Eurispes sulla Mobilità e i Trasporti.

Per ulteriori info sulla manifestazione, www.citytech.eu.

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