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Di Marcello Scarpa (in collaborazione con Lorenzo Franzetti)

Milano Bovisa, quasi il centro del mondo. Di un mondo, quello delle fixed. Un evento che mette i brividi ai cultori dell’urban: Red Hook Criterium. Una gara pazzesca che ti fa sentire l’adrenalina già molte ore prima, mentre si stanno ultimando i preparativi. Calerà la notte sui tetti di Milano, si accenderà la gara: tutti contro tutti, vince chi rimane in sella. All’ultimo respiro.

David Trimble, l'inventore del Red Hook Criterium negli Stati Uniti

David Trimble, l’inventore del Red Hook Criterium negli Stati Uniti

Un evento unico in Italia, voluto da David Trimble che, dagli Stati Uniti, l’ha esportato a Barcellona e Milano: l’Italia l’ha voluta fortemente, David. Ragiona da organizzatore americano: si è inventato qualcosa di speciale e ha costruito l’evento, esportandolo. Quasi una filosofia, uno stile che s’identifica in una gara che non è una corsa in bici come le altre: è un fenomeno unico, aggressività, agonismo estremo, ma anche spettacolo e tecnica. E questo mix ti consente di toccare quasi con mano le emozioni: sensazioni palpabili, che conquistano un pubblico che è molto diverso da quello che vedi nelle gare di bici tradizionali.

La Red Hook sbarca a Milano perché David Trimble crede molto nella cultura ciclistica che ancora si vive qui, in Italia: vagli a spiegare che questa città è la stessa che vorrebbe abbattere il Vigorelli, che è la stessa che ha perso quasi tutti i grandi marchi storici dell’industria ciclistica ed è la stessa che ha allontanato persino il Giro d’Italia. Però Milano è ancora molto fertile: e la dimostrazione è e sarà il grande pubblico che sta arrivando qui alla Bovisa. Duecento partecipanti, migliaia di persone a vedere questo spettacolo: uno show che piace ai ragazzini e alle signore, ai ciclisti e molti altri che non andranno mai a vedersi una tappa del Giro, per esempio.Qui a Milano, le nuove idee hanno terreno fertile, sì.

La gara è qualcosa di estremo: gomito a gomito ci saranno il bike messenger con una tecnica pazzesca e l’ex professionista con le gambe da pistard. Non vince quasi mai uno che è soltanto forte: qui ci vuole tecnica, per governare biciclette da pista messe sulle strade di città. E poi ci vuole testa, per gestire ogni metro di percorso con intelligenza.

Ho corso una volta sola la Red Hook ed è stata un’esperienza fondamentale per quello che ho fatto dopo e che sono ora: oggi faccio parte dell’organizzazione, sono un milanese contento di vedere come questo evento abbia raggiunto una dimensione davvero internazionale. E poi, anche da fuori, si sente la corsa quasi con la stessa tensione di chi sta dentro: fantastico.

La notte di Milano, questa sera alla Bovisa, sarà da brividi…

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