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DSC_8579Il sogno di Philippe sta diventando realtà: «Una vita a fare il camionista, zingaro. Non era così che volevo campare, con un’idea che non potevo realizzare». Si sentiva un uomo a metà: «Con una passione, quella per le biciclette, praticamente inespressa». Una carriera mai nata: «Come tutti i belgi sono nato con fantasie di diventare un campione, ma sono soltanto un modesto cicloamatore».

I progetti, rimasti nel cassetto, finiscono per diventare rimpianti. E allora… «Mi sono messo al lavoro: ho venduto tutto. I camion e tutte le attrezzature del mio lavoro e ho messo i soldi in questo spazio di cultura ciclistica».

Si chiama Velodome ed è quello che si può definire il “concept store” più di tendenza di Anversa: non soltanto un negozio di bici, ma uno spazio di condivisione di idee, un luogo d’incontro per stare bene, circondato da super biciclette, tutte di marchi prestigiosi e per provare e acquistare i capi di abbigliamento più fashion: è l’unico rivenditore Rapha in Belgio… «Livello alto, ma qui si trovano cose esclusive. Non può essere un negozio come gli altri, il Velodome».

DSC_8572Realizzato in una stalla dell’antico birrificio oggi di proprietà della Duvel, noto marchio di birre fiamminghe: «Era la stalla del birrificio, dove venivano tenuti i cavalli che servivano per trasportare merci e birra. C’è ancora l’antico pavimento del Settecento».

Officina, luogo d’incontro e museo, con una bici di Eddy Merckx “incastonata” nel pavimento. E le bici, tutte di alta gamma, sono sospese nell’aria e appese a fili. «Per fare in modo di sollevare o abbassare le biciclette, a seconda dello spazio che vogliamo utilizzare. In estate, ho organizzato persino un matrimonio qui dentro: mi è bastato tirare i cavi, sollevare le bici fin quasi al tetto e ricavare lo spazio per la festa».

E naturalmente, non manca il bicycle pub, che non è ancora completato: «Ho rilevato il pub adiacente alle stalle, il De Pilgrim, ma i lavori non sono ancora finiti: e i due spazi saranno comunicanti. Volevo addirittura che le cucine e l’officina fossero visibili e collegate. Perché il concetto, qui, è che nulla viene nascosto, dal cibo che ti preparo alle bici che ti riparo, ma i vigili del fuoco mi hanno fatto storie. Non è stato possibile…».

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La burocrazia complica le cose anche in Belgio… «Ma non più di tanto. Ho presentato il mio progetto all’amministrazione comunale. Hanno visto che era una bella cosa, che valorizzava il luogo, così come il signor Duvel, del birrificio ha constatato che si trattava di un’idea originale e brillante. E hanno accettato la cosa. Sì, ok costa, ma ne vale la pena». Poche settimana di vita, il Velodome è già un luogo che fa tendenza.

Info: velodome.cc

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